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INCENTIVI PER RIMOZIONE E SMALTIMENTO AMIANTO

INCENTIVI PER RIMOZIONE E SMALTIMENTO AMIANTO

Domande dal 21 al 25 febbraio 2019

Categorie: AgroalimentareLavoro e ServiziSolidarietà SocialeBandi e Contributi

Tags: amianto,   rimozione,   smaltimento

La Regione Emilia Romagna, con D.G.R. n. 194/19, ha approvato il Bando Amianto 2019. Incentivi alle imprese per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti cemento-amianto - Piano di Azione Ambientale per un futuro sostenibile della Regione Emilia-Romagna.

Il bando ha lo scopo di incentivare le imprese presenti sul territorio regionale promuovendo la rimozione e lo smaltimento del cemento-amianto per la qualificazione dei luoghi di lavoro.

 

Beneficiari

Possono presentare le domande per i contributi previsti dal bando:

le micro, piccole e medie imprese in possesso dei requisiti di cui al Decreto del Ministero delle Attività produttive del 18 aprile 2005, recante ad oggetto "Adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese".

le grandi imprese;

aventi sede legale o unità locale nella Regione Emilia-Romagna;

La domanda deve essere presentata dall’impresa che svolge l’attività economica nell’immobile oggetto di bonifica. Nel caso in cui l’immobile sia di proprietà di un soggetto diverso dall’impresa richiedente occorre allegare l’autorizzazione all’intervento del proprietario.

Ogni soggetto ammissibile può presentare una sola domanda, nella domanda potranno essere indicate anche più unità locali di intervento. Nel caso di gruppi di imprese collegate o associate potrà essere presentata una sola domanda per ciascun gruppo.

 

Iniziative ammissibili

Rientrano in tale tipologia i progetti relativi alla realizzazione di interventi di rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto in matrice cementizia e/o resinosa presenti in immobili in cui si svolgono attività produttive, terziarie e commerciali, sedi di lavoro per i soggetti addetti a tali attività.

Sono esclusi gli interventi finalizzati al mero adeguamento alle norme esistenti.

I progetti presentati dovranno avere un costo complessivo ammissibile non inferiore a € 20.000,00, quale limite minimo valido su cui applicare le percentuali di contribuzione previste. Tale limite dovrà essere rispettato in sede di prenotazione on-line, di presentazione della domanda completa per i progetti ammessi alla fase 2 e in sede di rendicontazione.

I progetti dovranno altresì riguardare immobili localizzati sul territorio della Regione Emilia-Romagna.

Sono ammissibili le spese, al netto dell'I.V.A., chiaramente e strettamente connesse alla realizzazione dell’intervento di rimozione e smaltimento amianto, nel rispetto del periodo di eligibilità di cui all’art. 7 del bando.

Nello specifico, sono ammissibili unicamente le seguenti voci:

spese connesse alle attività di rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto in matrice cementizia e/o resinosa, ivi comprese quelle inerenti all’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza;

spese per consulenze, progettazione, sviluppo e messa a punto degli interventi, sostenute anche con personale interno, nella misura del 10% dell'importo di cui al punto precedente, ritenuto ammissibile.

Sono tassativamente escluse le spese e gli oneri di qualsiasi tipo inerenti all’intervento di ricostruzione dei manufatti.

In fase istruttoria saranno effettuate anche valutazioni di congruità sugli importi indicati nel quadro economico dell’intervento compilato in fase di domanda (fase 2), tenendo a riferimento i valori medi di mercato dei costi di rimozione e smaltimento, e contestualizzando le condizioni specifiche degli interventi proposti, in base anche a prezziari stabiliti e aggiornati da enti pubblici o valutazioni specifiche condotte da enti quali ad esempio ARPA, AUSL. A seguito della valutazione l’importo del contributo potrà essere riparametrato. Qualora dovesse essere rideterminato in un valore inferiore a quello minimo per l’ammissione a finanziamento di € 20.000, l’intervento sarà escluso.

Al fine di garantire l’effetto di incentivazione previsto dal regolamento 651/2014, il termine a partire dal quale possono essere avviati gli interventi e sostenute le relative spese ai fini dell’ottenimento del contributo è quello della data di prenotazione on-line. Per avvio dell’intervento è da considerarsi l’effettivo avvio dei lavori in cantiere secondo quanto comunicato all’Asl di competenza. Le spese ammissibili ai fini dell’erogazione del contributo si intendono sostenute facendo riferimento alla data di emissione delle fatture che dovrà essere successiva alla data di prenotazione on-line.

 

Contributi

A copertura dell’iniziativa oggetto del Bando sono destinate risorse pari a € 3.300.000,00 iscritte sul Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2019-2021, annualità 2019.

La Regione Emilia-Romagna intende concedere alle imprese, loro consorzi e società consortili, contributi in conto capitale per incentivare la realizzazione di opere ed interventi di rimozione e smaltimento dei manufatti contenenti amianto in matrice cementizia o resinosa dai luoghi di lavoro, con esclusione di quelli finalizzati al mero adeguamento alle norme esistenti, secondo le tipologie, le percentuali di contribuzione e nel rispetto degli importi minimi d’investimento indicati nella tabella che segue:

 

TIPOLOGIE

INTERVENTI

PMI

GRANDI

IMPRESE

IMPORTO

MASSIMO

CONTRIBUTO

(euro)

IMPORTO

MINIMO

COSTO

INTERVENTO

(euro)

Rimozione e

smaltimento

amianto

50%

35%

150.000

20.000

 

A seguito della entrata in vigore dell'art. 72 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)", i contributi in conto capitale concessi alle imprese a partire dal 1° gennaio 2003 dovranno essere restituiti, nella misura minima del 50%, a partire dal primo quinquennio dalla concessione per completare il rimborso entro il secondo quinquennio con l'applicazione di un tasso di interesse almeno dello 0,50%.

In applicazione dell’articolo di Legge la restituzione del 50% del contributo non a fondo perduto potrà essere:

contestuale alla liquidazione del contributo;

in 5 rate annuali secondo un piano di restituzione definito nel provvedimento che autorizza il pagamento dietro presentazione da parte dell’impresa di una garanzia fidejussoria a copertura delle restituzioni (il modello della fidejussione sarà allegato al vademecum per la gestione che sarà approvato con successivo provvedimento).

La scelta dovrà essere effettuata dall’impresa in fase di rendicontazione dell’investimento.

Il regime di aiuto sulla base del quale verranno concessi i contributi è disciplinato ai sensi del Reg. (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato.

Tale Regolamento integra il contenuto di una serie di strumenti in materia di aiuti di Stato adottati dalla Commissione dal 2001: gli aiuti in favore delle PMI, gli aiuti per la ricerca e sviluppo nelle PMI, gli aiuti per l'occupazione e la formazione, gli aiuti a finalità regionale. Inoltre, il Regolamento comprende cinque categorie di aiuti che non beneficiavano dell'esenzione: gli aiuti per la tutela ambientale, gli aiuti per l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo a favore delle grandi imprese, gli aiuti sotto forma di capitale di rischio e gli aiuti per le nuove imprese create dall’imprenditoria femminile.

Nello specifico il Bando si inquadra all'interno delle linee e dei contenuti previsti dal Regolamento sopra richiamato, con particolare riferimento a quanto previsto alla Sezione 7 "Aiuti per la Tutela dell’ambiente", art. 36 “Aiuti agli investimenti che consentono alle imprese di andare oltre le norme dell’Unione in materia di tutela ambientale o di innalzare il livello di tutela ambientale in assenza di tali norme".

Sono escluse dall’applicazione del regime di esenzione per categoria le imprese che svolgono le attività previste nei settori di cui all’art. 1 comma 3 del Regolamento n. 651/2014; con la precisazione che ai sensi del medesimo comma 3 lettera b) sono ammesse le imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, trattandosi in questo caso di aiuti per la tutela dell’ambiente.

Per quanto non specificato in questo paragrafo si rimanda al testo completo del Regolamento.

I contributi previsti dal Bando sono cumulabili per lo stesso progetto con altri aiuti aventi sia finalità analoghe che diverse, erogati dalla Regione Emilia-Romagna o da altri soggetti, con la condizione che la combinazione degli aiuti non deve eccedere il massimale più favorevole dei regimi considerati.

 

Procedure e termini

La procedura valutativa utilizzata dal bando è quella definita "a sportello".

La presentazione della domanda si articola in due fasi:

fase 1: prenotazione on-line;

fase 2: domanda di contributo.

L’impresa richiedente che intenda accedere al contributo dovrà effettuare la prenotazione on-line collegandosi all’applicazione che verrà resa disponibile sulla pagina web dedicata al Bando sul sito della Regione Emilia-Romagna, nella sezione bandi dell’aria tematica ambiente.

La compilazione della prenotazione on-line potrà essere effettuata dalle ore 9.00 del 21 febbraio 2019 alle ore 16.00 del 25 febbraio 2019. (click day).

Alla conferma dell’invio il sistema attribuirà alla prenotazione un codice identificativo unico. Entro le successive 24 ore il richiedente riceverà sull’indirizzo mail indicato nella prenotazione una ricevuta contenente la data e l’orario di registrazione e il codice identificativo assegnato. Sulla base di questi dati verrà stabilito l’ordine cronologico di arrivo.

Le imprese ammesse alla Fase 2 avranno tempo per completare dalle ore 9.00 del 19 marzo alle ore 16.00 del 15 aprile.

 

Per ulteriori informazioni contattare Barbara Tondelli - ufficio Bandi e Contributi di Confcooperative Reggio Emilia - 0522546111, email b.tondelli@unioncoop.re.it 

 


 

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