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DISCONOSCIMENTO INDENNITÀ DI TRASFERTA

In una nota il Ministero chiarisce quando si applicano le sanzioni per infedele registrazione

Categorie: Lavoro e Servizi

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La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la nota n. 11885 del 14 giugno 2016, con la quale chiarisce che la registrazione della voce “trasferta” può essere considerata infedele registrazione e quindi essere sanzionabile (art. 39, comma 7, D.L 112/2008, così come modificato dall'articolo 22 del D. Lgs. 151/2015) tutte le volte in cui venga riscontrata, a seguito di accertamento ispettivo, una difformità tra la realtà “fattuale” e quanto registrato sul Libro Unico del Lavoro, sempre che l’erronea scritturazione della stessa abbia determinato l'effetto di una differente quantificazione dell'imponibile contributivo. 

Tale difformità si configura nel caso in cui la trasferta non sia stata proprio effettuata o la relativa indennità occulti emolumenti dovuti ad altro titolo, palesando con ciò un intento elusivo. 

Qualora, invece, il personale ispettivo riscontri che sotto la voce trasferta siano state erogate somme per compensare prestazioni lavorative normalmente rese in luoghi variabili e diversi, la difformità rilevata, oltre a determinare l'applicazione di un diverso regime previdenziale e fiscale, comporta la registrazione di un dato, la voce trasferta appunto, che non corrisponde sotto il profilo qualitativo alla causale o titolo che sta alla base delle erogazioni effettuate dal datore di lavoro. 

Le sanzioni per infedele registrazione sul LUL sono applicate nei casi in cui la registrazione del dato risulti non vera e da questa ne derivino ricadute sotto il profilo retributivo, previdenziale o fiscale: - sia rispetto ai dati semplicemente quantitativi della stessa (per esempio, risulti una differente retribuzione erogata o un differente orario di lavoro/riposi effettivamente goduti); - sia rispetto ai dati qualitativi, cioè quando l’erogazione economica non trova riscontro nella concreta esecuzione della prestazione. 

L'ammontare delle sanzioni è: - da 150 a 1.500 euro per violazione semplice; - da 500 a 3.000 euro se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori e di 3.000 euro se per periodo superiore a 6 mesi; - da 1.000 a 6.000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o a un periodo superiore a 12 mesi. 

Non sono applicate le sanzioni in caso di: - mancata corresponsione di determinate somme dovute in base alla contrattazione collettiva - accertamento ispettivo che abbia riqualificato il rapporto di lavoro in modo diverso, riferendolo cioè ad altra tipologia contrattuale.

In allegato il testo della nota

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