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PROROGATO LO SGRAVIO CONTRIBUTIVO PER LE NUOVE ASSUNZIONI

Il provvedimento per il 2016 ricalca quello del 2015, ma vi sono anche significative modifiche la Legge di stabilità 2016 ha prorogato anche per il 2016 lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni.

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: contributi,   Legge di stabilità,   assunzioni

Come ormai consuetudine la legge consta di un solo articolo. La parte che qui ci interessa è ai commi 178 e seguenti.

Il provvedimento ricalca la normativa del 2015 seppure con significative modifiche.

Lo sgravio riguarda le assunzione a tempo indeterminato effettuate dall'1-1-2016 al 31-12-2016 con esclusione, come nel 2015, dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico.

La riduzione contributiva è del 40% con il limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua (nel 2015 100% e 8.060).

Rimane l'esclusione per i lavoratori che

  • nei 6 mesi precedenti all'assunzione hanno avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato
  • hanno già usufruito dello sgravio in relazione ad una precedente assunzione a tempo indeterminato (l'Inps nel 2015 aveva chiarito che doveva trattarsi dello stesso datore di lavoro)
  • nel periodo 1-10-2015/31-12-2015 hanno avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato col datore di lavoro che assume o con società controllate o collegate tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della presente legge (rispetto al 2015 il periodo è stato spostato di un anno)

Rimangono anche le norme relative alla cumulabilità con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. Non essendo cambiata la legge rimangono invece le possibilità di cumulo previste per il 2015.

Rimangono norme specifiche, e fortemente restrittive, per il settore agricolo.

In primo luogo sono previsti limiti di spesa molto ridotti che quest'anno riguardano anche gli impiegati e dirigenti. Nel 2015 le autorizzazioni si sono bloccate molto presto salvo poi riprendere a fine anno quando è stato verificato l'effettivo “tiraggio”. Questi comunque gli importi.

a) nel limite di 1,1 milioni di euro per l'anno 2016, 2,8 milioni di euro per l'anno 2017, 1,8 milioni di euro per l'anno 2018, 0,1 milioni di euro per l'anno 2019 per i lavoratori con qualifica di impiegati e dirigenti;

b) nel limite di 1,6 milioni di euro per l'anno 2016, 8,8 milioni di euro per l'anno 2017, 7,2 milioni di euro per l'anno 2018, 0,8 milioni di euro per l'anno 2019 (la legge non li cita esplicitamente, ma si tratta degli operai)

In questo caso, per gli operai, sono state mantenute le precedenti esclusioni relativamente a lavoratori occupati:

  • a tempo indeterminato nell'anno 2015
  • a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 giornate con riferimento all'anno 2015.

Per il settore agricolo rimane in vigore il sistema di autorizzazione preventiva delle domande da parte dell'Inps.

Una novità assoluta riguarda gli appalti. Il datore di lavoro che subentra nell'appalto e che assume, anche se in attuazione di un obbligo di legge o di contratto collettivo, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell'esonero contributivo (anche per il settore agricolo), preserva il diritto alla fruizione dell'esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

Come si può notare si tratta di un'ulteriore “attenzione” verso il mondo degli appalti che in questo modo non è sottoposto alla prima esclusione (aver avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti).

Stante il tenore della norma riteniamo che questa innovazione non sia estendibile al bonus 2015.

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