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RATING DI LEGALITA’

RATING DI LEGALITA’ Novità nel nuovo regolamento attuativo

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Tags: rating

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12 settembre 2016 è stata pubblicata la Delibera dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato del 13 luglio 2016 recante ''Modifiche al regolamento attuativo in materia di rating di legalità''. Il rating di legalità costituisce un sistema di premialità per le imprese, che rispettano ed adeguano la propria organizzazione alla legalità, ai fini dell'accesso al credito bancario e alla concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni ed ha assunto un ruolo importante anche in relazione alla partecipazione alle gare per l'affidamento di lavori pubblici con l'entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti (dlgs. n. 50/2016).

Dovranno infatti essere adottate da Anac specifiche Linee Guida sul sistema del ''rating d'impresa'', funzionale alla qualificazione dove uno dei criteri reputazionali sarà proprio quello relativo al rating di legalità; inoltre ai sensi dell'articolo 95, comma 13, del nuovo Codice, il rating di legalità può costituire un elemento premiale, del quale le stazioni appaltanti possono tener conto ai fini dell'attribuzione dei punteggi per l'individuazione della miglior offerta, nell'ambito del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. 

Le principali novità introdotte riguardano:

  • estensione delle verifiche previste per il titolare e il direttore tecnico, di imprese individuali o collettive, anche ai procuratori speciali che, sulla base della procura, risultano dotati di poteri decisionali e gestionali assimilabili a quelli del titolare ed a tutte le persone fisiche, figure apicali dell’impresa, la cui carica e/o posizione sia cessata nell’anno precedente la richiesta del rating verso le quali, dette dichiarazioni sono ora pretese anche con riferimento al reato di estorsione ex art. 629 del codice penale. 
  • assenza per  l'impresa di provvedimenti sanzionatori dell'ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e di contratti pubblici o di annotazioni nel casellario informatico delle imprese dell'Anac, inoppugnabili o confermate con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating, che impediscano la stipula di contratti con la PA o la partecipazione alle gare o l'affidamento di contratti pubblici.
  • non attribuzione del rating ad  impresa collettiva, controllata da società estere, in cui non è possibile identificare i soggetti che detengono le quote del capitale o comunque il controllo.
  • ampliamento dei casi di deroga.
  • rilascio del rating alle imprese che dimostrano la loro completa ed effettiva dissociazione dalla condotta posta in essere rispetto ai reati ostativi al rilascio del rating, tenuta dai soggetti cessati dalle cariche nell'anno precedente alla richiesta. 
  • rilascio del rating nonostante la presenza di accertamenti se questi hanno un importo entro il  limite dello 0,5% dei ricavi e comunque fino ad un massimo di 50.000 euro, anche in presenza di provvedimenti impugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato (es. mancato pagamento di imposte e tasse e di violazioni degli obblighi retributivi, contributivi e assicurativi, nonchè quelli relativi al pagamento delle ritenute fiscali su dipendenti e collaboratori)
  • rilascio del rating se l'importo dell'accertamento è inferiore a 1.000 euro o a 3.000 euro in caso di più provvedimenti di accertamento. del mancato  rispetto della norma relativa alla tutela della salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro,
  • riduzione del punteggio se nel casellario informatico delle imprese presso l'ANAC risultino annotazioni, inoppugnabili o confermate con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating, relative a episodi di grave negligenza o errore grave nell'esecuzione dei contratti o gravi inadempienze contrattuali. Tale accertamento non potrà, in ogni caso, ridurre il punteggio base, pari a una stelletta (condizione questa che nel precedente Regolamento costituiva uno dei requisiti necessari ai fini dell'ottenimento del rating). 
  • individuazione di un campione rappresentativo delle imprese (10% degli iscritti) da inviare annualmente alla Guardia di Finanza per la verifica dei singoli profili di rilevanza fiscale e contributiva.  

Si precisa che il rating di legalità ha una validità di due anni e che la richiesta di rinnovo deve essere  presentata 60 giorni prima della scadenza; si precisa inoltre che l'impresa ha l'obbligo di comunicare  ad AGCM entro 10 giorni ogni variazione dei dati riportati nel certificato camerale e qualunque evento che incida sui requisiti di mantenimento del rating. 

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