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Illeggittimo porre requisiti soggettivi tra i criteri di valutazione dell'offerta

Categorie: Ti segnaliamo

Tags: appalti,   offerta

Con delibera n. 70 del 24 gennaio 2018, Anac ha risposto ad una istanza di pre-contenzioso presentata da Ance nell'impugnare la legittimità di un bando, nel quale erano previsti, tra i criteri di valutazione dell’offerta tecnica, elementi attinenti alla struttura e all’affidabilità dell’offerente di natura quantitativa. In particolare il disciplinare di gara individuava criteri quali: la struttura ed organizzazione tecnica dell’impresa, l' organizzazione del personale.  

A sua volta, la valutazione del criterio della struttura di impresa avveniva attraverso la valutazione economica finanziaria dell’impresa, definita attraverso indicatori di natura patrimoniale, finanziaria e reddituale.

L’ANAC ha ritenuto che, nel caso di specie, le previsioni della lex specialis relative ai criteri di valutazione dell’elemento qualità dell’offerta tecnica (struttura d’impresa, organizzazione del personale e organizzazione tecnica), e i successivi criteri finanziari, erano riferibili piuttosto che alle migliorie dell’offerta tecnica, a meri requisiti di partecipazione del concorrente.

Pertanto, tali requisiti sono stati ritenuti inidonei ad evidenziare  le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti, sotto il profilo qualitativo dell’offerta e derivanti da un’impropria commistione  in gara, tra i requisiti di selezione delle imprese e gli elementi di valutazione qualitativa dell’offerta.

Quanto affermato dall'Autorità rispetta quanto stabilito nelle Linee Guida n. 2 sull’OEPV, che prevedono che le stazioni appaltanti individuino criteri di valutazione concretamente “idonei a evidenziare le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti e a differenziare le stesse in ragione della rispondenza alle esigenze della stazione appaltante. I citati criteri devono, pertanto, consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici dell’offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori, vanificando l’applicazione del criterio del miglior rapporto qualità/prezzo”.

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