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L’OVILE ALLA CASA CIRCONDARIALE REGINA COELI

L’OVILE ALLA CASA CIRCONDARIALE REGINA COELI

Un confronto tra la cooperazione sociale italiana operanti nel settore carcerario e i sottosegretari del Ministero della Giustizia

Categorie: Solidarietà Sociale

Tags: Ovile,   detenuti,   prigione

La cooperativa L'Ovile è stata tra i protagonisti dell'incontro che nei giorni scorsi si è tenuto nella “Casa circondariale Regina Coeli” di Roma. Un appuntamento particolarmente importante, che ha visto a confronto numerosi attori del mondo della cooperazione sociale italiana operanti nel settore carcerario infra ed extra murario, due sottosegretari del Ministero della Giustizia, l’on. Gennaro Migliore e l’on. Cosimo Maria Ferri, e Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale.

Il motivo dell'incontro chiesto con urgenza dalle coop sociali - sottolinea L'Ovile, è  legato al  progressivo smantellamento attuato da diversi anni e, in particolare, in questi ultimi, della Legge Smuraglia, ossia la Legge 22 giugno 2000, n° 193 “Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti”.

I tagli ingenti già effettuati e quelli in previsione, infatti, hanno causato una sempre maggiore limitazione (fino alla scomparsa, in alcuni casi) dei molti progetti lavorativi e di accoglienza concepiti all’interno e fuori dalle carceri, ideati per offrire una seconda opportunità ai detenuti e a quelli in misura alternativa.

E' dunque di questo hanno parlato a Roma Francesca Cavedoni, responsabile dell’Servizio Carcere per L'Ovile, e Ambra Fontanili, operatrice del gruppo-appartamento “Don Dino Torreggiani”.

Quest’ultima realtà, nata proprio per accogliere persone in misura alternativa al carcere e avviarle al lavoro, così come le esperienze importanti che L'Ovile sta realizzando nel carcere di Reggio Emilia (laboratorio di falegnameria e coltivazioni orticole, con successiva vendita dei prodotti a cura degli stessi detenuti), sono chiari esempi del valore individuale (per le persone direttamente coinvolte) e collettivo che assumono questi interventi di accompagnamento.

I dati oggettivi, infatti, attestano di una netta riduzione della recidiva e del costo sociale: diminuisce, in sostanza, la reiterazione del reato e si abbatte il costo per lo Stato rispetto alla detenzione.

Le esponenti della cooperativa sociale L'Ovile, partendo da qui, hanno chiesto un intervento netto e decisivo da parte del governo rispetto ad una politica di finanziamenti strutturati ad hoc per le comunità per l’esecuzione penale esterna, che può garantire una qualità di vita migliore per tante persone e, contemporaneamente, la formazione di nuove figure professionali e la creazione di posti di lavoro.

 

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