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LA FELICITA’ IN AZIENDA? PIU’ EFFICIENZA, MIGLIORI RISULTATI, MINORI COSTI

LA FELICITA’ IN AZIENDA? PIU’ EFFICIENZA, MIGLIORI RISULTATI, MINORI COSTI

Importante ricerca della cooperativa "People3.0". Un invito alle imprese a partecipare

Categorie: Lavoro e ServiziTi segnaliamo

Tags: Confcooperative,   Anna Piacentini,   People3.0,   felicità

Appare sempre più evidente – e sono diverse le ricerche che lo attestano – la stretta correlazione esistente tra i risultati economici delle imprese e i diversi fattori (spesso immateriali) che concorrono a determinare la “felicità” dei collaboratori, ovvero uno stato di benessere che chiama in causa la qualità dell'ambiente di lavoro, la relazione con i colleghi e con il responsabile, la percezione del senso del proprio lavoro. 

In sostanza, la “felicità” in azienda è identificata come un rilevante fattore di sviluppo che ha un impatto diretto, come dimostrano i dati delle ricerche sin qui condotte, sui risultati aziendali, sulla maggiore efficienza e sulla riduzione dei costi. 

Proprio su questo tema, ormai da quattro anni sta lavorando la cooperativa “People 3.0” che, dallo scorso anno, è stata scelta come partner italiano (sono 50 in tutto il mondo, distribuiti in 25 Paesi) della prima società europea che lavora e sviluppa progetti esclusivamente dedicati a questa specifica e importante materia. 

All'interno della rete è stata recentemente lanciata una ricerca finalizzata a raccogliere informazioni rispetto alla percezione di felicità negli ambienti di lavoro dei diversi paesi coinvolti e, soprattutto, a mapparne le ragioni, consentendo in questo modo anche l’elaborazione di azioni e piani migliorativi. 

La versione italiana della ricerca (“Good days at work”) è curata proprio da “People3.0“ e consiste in un questionario anonimo di 20 semplici domande che richiede da 3 a 5 minuti di tempo per la compilazione. 

Tutte le aziende che aderiranno, potranno ricevere il report con i dati comparati tra Italia ed altre nazioni con l’evidenza, nei dati italiani, delle risultanze del mondo della cooperazione.   

Qui di seguito il link per accedere al questionario: 

https://goo.gl/forms/JNamNqujlW0pud6G2

LE INCIDENZE DELLA FELICITA’ SUI RISULTATI AZIENDALI   

Parlando di correlazione tra “felicità” in azienda e risultati d’impresa a cosa ci riferiamo, esattamente?

Lo approfondiamo con Anna Piacentini, presidente della cooperativa “People3.0”, da diversi anni impegnata nel campo della consulenza organizzativa e formazione, con interventi specifici del benessere collegato alla produttività. “Ci riferiamo – spiega Anna – ai principali indicatori dello stato di salute e di competitività di un’impresa, nel senso che il benessere dei lavoratori incide positivamente e in modo diretto su fatturato, relazione e fidelizzazione dei clienti, produttività, riduzione degli incidenti sul lavoro e dei costi legati ad assenteismo e tourn over. Le ricerche più accurate dimostrano, ad esempio, che si raggiungono incrementi della produttività superiori anche al 40%, si sviluppa enormemente (+86%) la capacità creativa dei dipendenti (e quindi la partecipazione all’innovazione dell’impresa), si riducono drasticamente (-66%) i giorni di malattia e gli incidenti sul lavoro (-41%). Parliamo, dunque, di impatti molto rilevanti”. 

A che punto siamo in Italia con questa cultura in azienda e quali sono i fattori percepiti dai dipendenti come elementi che cambiano il loro atteggiamento sul lavoro? 

“In Italia – sottolinea Anna Piacentini - i progetti che si stanno muovendo su questo tema vedono principalmente lo sviluppo di sistemi di welfare aziendale evoluti (ad esempio spesa alimentare, fisioterapia in azienda, ecc.) Il modello del welfare evoluto non è distante dagli incentivi economici o dall’assegnazione della macchina aziendale: producono un immediato picco di “felicità” ma in realtà divengono ben presto fattori “normali” a causa dell’effetto assuefazione Occorre allora andare oltre questo rischio, producendo effetti duraturi attraverso l'insieme di azioni  realizzate per cambiare la percezione da parte del socio e/o del dipendente, tenendo ben presente che sono due i fattori che ottengono questo effetto. 

In primo luogo la significatività del proprio lavoro: ogni componente dell’organizzazione deve percepire l’importanza del proprio contributo e, al tempo stesso, il valore che il prodotto o servizio della propria azienda può avere sulla collettività.

Accanto a questo fattore si colloca la qualità delle relazioni interne/esterne: non stiamo parlando di non conflittualità ma di fiducia, di un ambiente che ti porti a collaborare non perché si “deve” ma perché si sente in modo spontaneo questa volontà”. 

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