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L’INSERIMENTO POSSIBILE: LA DIMORA D’ABRAMO SUL PROGETTO FAMI

L’INSERIMENTO POSSIBILE: LA DIMORA D’ABRAMO SUL PROGETTO FAMI

Presentati gli esiti del percorso e le metodologie di lavoro adottate 

Categorie: Solidarietà Sociale

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A pochi giorni di distanza dall’adesione alla piattaforma StartRefugees, destinata a sostenere e facilitare l’occupazione occasionale di richiedenti asilo presso aziende, privati e famiglie reggiane, la cooperativa sociale Dimora d’Abramo è tornata a parlare di lavoro e di inserimento socioeconomico dei migranti. 

Nonostante l’incendio che 48 ore prima aveva reso inagibile la comunità educativa e di prima accoglienza per minori che affianca la sede della cooperativa, venerdì 14 dicembre la cooperativa sociale ha presentato i primi risultati del progetto dell’Unione Europea FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) dal titolo “Percorsi di inserimento socioeconomico nella comunità territorio per titolari di protezione internazionale”.  

Finanziato dal ministero dell’Interno, il progetto ha coinvolto 9 rifugiati inseriti in progetti SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), associazioni imprenditoriali (Confcooperative e Cna), enti di Formazione (Irecoop), agenzie per l’inserimento al lavoro di soggetti deboli (Winner Mestieri), i Servizi sociali di Reggio Emilia e dell’Unione Terre Matildiche, imprese cooperative e artigiane e operatori dei progetti SPRAR. 

Il percorso di inserimento si è sviluppato attraverso due corsi di formazione, di 40 ore ciascuno, focalizzati su tutti gli elementi di orientamento al lavoro (dalle discipline vigenti ai comportamenti individuali), sfociando poi nell’avvio di tre tirocini lavorativi (un quarto è imminente) in imprese della lavorazione del marmo, dell’assemblaggio e piccola metalmeccanica e dell’oleodinamica. 

“Il progetto – sottolinea il presidente della Dimora d’Abramo, Luigi Codeluppi – si concluderà formalmente a fine dicembre, ma il lavoro fatto continuerà ad avere ricadute ben oltre questa data, essendosi basato su approcci innovativi al tema dell’integrazione socioeconomica e avendo sperimentato nuove ed efficaci forme di collaborazione con diverse realtà pubbliche e private del territorio”. “

Al di là del primo bilancio di questo percorso – spiega Simona Nicolini, coordinatrice del progetto per Dimora d’Abramo – l’obiettivo del confronto di venerdì è stato quello di presentare le metodologie di lavoro adottate per favorire un inserimento che non riguarda solo l’aspetto economico ed occupazionale, ma presenta rilevanti questioni di carattere sociale”. “Tra queste, ad esempio, i tre percorsi di inserimento abitativo realizzati nel capoluogo, gli eventi di socializzazione che abbiamo realizzato per mettere in relazione rifugiati e comunità locali e, ancora, la realizzazione di una guida – in corso di pubblicazione – per abitare la città”. 

“L’inserimento possibile” – questo il titolo dell’evento di presentazione – ha avuto per protagonisti Simona Nicolini e Luigi Codeluppi, la vicepresidente della Dimora d’Abramo e responsabile del progetto, Laura Prandi, gli operatori Sprar, le organizzazioni e le imprese coinvolte, la prof.ssa Chiara Marchetti (docente di Sociologia delle relazioni interculturali all’Università di Milano) e l’assessora comunale alla Città Internazionale, Serena Foracchia.

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