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PUBBLICATO IL DECRETO “SBLOCCA-CANTIERI”

PUBBLICATO IL DECRETO “SBLOCCA-CANTIERI”

Prima sintesi delle nuove modifiche al Codice dei contratti pubblici

 

Categorie: Lavoro e Servizi

Tags: sblocca cantieri

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 18 aprile 2019 il Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici” – c.d. “Sblocca Cantieri”.

Il decreto è entrato in vigore il 19 aprile 2019 e si applica alle procedure i cui bandi o avvisi siano pubblicati successivamente a tale data, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare offerta.

Il provvedimento, già significativamente modificato rispetto alla versione approvata il 20 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri, con la formula “salvo intese”, è stato trasmesso al Senato per l’avvio dell’iter di conversione in legge, che dovrà essere ultimato entro i prossimi 60 giorni (entro il 17 giugno p.v.) e che dovrà tenere conto dei tanti emendamenti presentati dalle Associazioni di categoria tra le quali Confcooperative e dagli Ordini Professionali.

Nella formulazione attuale il testo è composto da 30 articoli e 2 allegati ed è suddiviso in 3 Capi:

·      Capo I (artt. 1- 5) – Norme in materia di contratti pubblici, di accelerazione degli interventi infrastrutturali, e di rigenerazione urbana

·      Capo II (artt. 6-20) – Disposizioni relative agli eventi sismici della regione Molise e dell’area Etnea

·      Capo III (artt. 21-30) – Disposizioni relative agli eventi sismici dell’Abruzzo nell’anno 2009, del centro Italia negli anni 2016 e 2017 e nei comuni di Casamicciola terme e Lacco ameno dell’isola di Ischia nel 2017

Le novità di maggiore rilievo riguardano soprattutto il settore dei lavori pubblici e sono contenute all’interno del capo I. 

Il Governo dovrà adottare un Regolamento Unico recante disposizioni di esecuzione, attuazione e integrazione del Codice, nell’ambito del quale verrà assorbita la disciplina delle Linee Guida Anac e dei Decreti Ministeriali adottati in attuazione del Codice stesso. Provvedimenti che, in attesa venga adottato il nuovo Regolamento, rimarranno transitoriamente in vigore fino al 180° giorno dall’entrata in vigore del Decreto.

Si tratta, in particolare, dei provvedimenti adottati in materia di requisiti dei progettisti (art. 24, comma 2); compiti del RUP (31, comma 5); procedure sotto soglia UE (36, comma 7); elenco categorie SIOS (89, comma 11); verifica di conformità e di collaudo (111, commi 1 e 2); qualificazione, progettazione e collaudo nel settore beni culturali (146, comma 4; 147 commi 1 e 2; 150, comma 2);

 

In primissima sintesi:

ART. 1: MODIFICHE AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

– estensione del periodo documentabile per la qualificazione Soa

Ampliato da 10 a 15 anni l’arco temporale di riferimento per la comprova dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, funzionali al conseguimento dell’attestazione SOA.

– criteri di aggiudicazione

le stazioni appaltanti devono procedere all’aggiudicazione dei contratti sotto soglia comunitaria (art. 36 dlgs 50/2006) sulla base del criterio del massimo ribasso, con obbligo di applicare l’esclusione automatica delle offerte anomale, laddove l’appalto non presenti carattere “transfrontaliero” ed il numero delle offerte ammesse non sia inferiore a 10.

Modificato il cd. sistema “antiturbativa” finalizzato a determinare la soglia di anomalia delle offerte. In particolare, è stato eliminato l’attuale meccanismo di sorteggio tra 5 diversi possibili metodi matematici, prevedendo soltanto 2 metodi alternativi, scelti in base al fatto che il numero delle offerte ammesse sia inferiore o superiore a 15.

Per gli appalti di lavori sotto soglia comunitaria, il ricorso al criterio dell’OEPV diventa possibile solo previa motivazione da parte della stazione appaltante con eliminazione del tetto del 30% per il punteggio economico.

– procedure negoziate sotto soglia comunitaria

Le stazioni appaltanti devono procedere secondo le tre seguenti modalità:

·      gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro sono effettuati mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici;

·      gli affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e fino a 200.000 euro per i lavori, o alle soglie comunitarie per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti;

·      per i lavori di importo pari o superiore a 200.000 euro e fino alle soglie comunitarie mediante procedura aperta.

Sono contestualmente abrogate le deroghe che la Legge di bilancio 2019 (Legge n. 145/2019) aveva introdotto in via transitoria, fino al 31 dicembre 2019, consistenti nella previsione di una fascia di importo intermedia tra 150 mila e 350 mila euro, in cui rivolgere l’invito ad almeno 10 operatori, e nella riduzione a 3 soggetti, in luogo di 10, del numero minimo di invitati nella fascia tra 40 mila e 150 mila euro.

– le gare per i lavori di manutenzione

Abrogata la norma che rinviava ad uno specifico Decreto del MIT la previsione di una progettazione semplificata per i lavori di manutenzione ordinaria fino a 2,5 milioni di euro mentre è contestualmente prevista “a regime” e non più in via transitoria, la possibilità di:

–  affidare le manutenzioni ordinarie e straordinarie, ad eccezione degli interventi che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere e di impianti, sulla base di un progetto definitivo, costituito almeno da una relazione generale, dall’elenco prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo e dal piano di sicurezza, con indicazione analitica dei costi della sicurezza non soggetti a ribasso;

–  iniziare i lavori a prescindere dall’avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo.

 appalto integrato

Facoltà di ricorrere al c.d. appalto integrato per le opere i cui progetti definitivi siano approvati entro il 31.12.2020, con pubblicazione del bando entro i dodici mesi successivi all’approvazione dei progetti stessi.

Reinserita la possibilità, contenuta nel Codice De Lise, di partecipare agli appalti integrati utilizzando la qualificazione SOA per progettare ed eseguire, ovvero indicando in fase di gara, il progettista qualificato incaricato dello svolgimento dei relativi servizi

Nell’ambito dei servizi inerenti l’architettura e l’ingegneria, tra le novità apportate dal decreto legge “sblocca cantieri”, vi sono inoltre:

-      la modalità di corresponsione diretta da parte della stazione appaltante nei confronti del progettista incaricato della quota di compenso corrispondente agli oneri di progettazione;

-      l’introduzione dell’anticipazione contrattuale sino ad oggi prevista per i soli lavori di realizzazione;

-      reintroduzione dell’incentivo del 2% nella fase di progettazione per i tecnici delle amministrazioni

-      deroga al divieto previsto sub art. 27, comma 7, del D.lgs. n. 50/2016, secondo cui gli affidatari di incarichi di progettazione per progetti posti a base di gara possono risultare affidatari delle concessioni di lavori pubblici purché il concedente adotti misure adeguate per garantire che la concorrenza non sia falsata dalla loro partecipazione. 

- subappalto

Soppresso l’obbligo di indicazione preventiva della terna dei subappaltatori in gara ed il divieto di affidare il subappalto ad altro soggetto concorrente alla medesima gara.

La quota massima subappaltabile è portata fino al 50 % dell’importo dell’appalto, ma a discrezione della stazione appaltante e con indicazione esplicitata in bando.

Per le categorie SIOS resta invece in vigore il divieto di subappalto oltre il 30 per cento.

Prevista la possibilità di pagamento diretto al subappaltatore, sulla base della mera richiesta di quest’ultimo.

inversione apertura offerte e verifica requisiti

Introdotta la possibilità per le stazioni appaltanti, negli appalti sotto-soglia comunitaria, di esaminare le offerte prima della verifica dell’idoneità dei concorrenti.

Tale facoltà è tuttavia esercitabile solo se prevista nel bando di gara o nell’avviso e sempre che venga attuata una verifica a campione sui partecipanti, oltre che sull’aggiudicatario, che sembrerebbe doversi effettuare dopo la determinazione della soglia di anomalia, con eventuale ricalcolo della stessa.

– motivi di esclusione art. 80

Rafforzato il potere delle stazioni appaltanti in ordine alla verifica del mancato pagamento di imposte, tasse o contributi previdenziali da parte delle imprese partecipanti alla gara, che potranno essere ora escluse anche nel caso in cui la violazione venga solo dimostrata, con mezzi adeguati, dall’amministrazione aggiudicatrice, pur non essendo stata definitivamente accertata.

In merito al periodo di interdizione dalle gare, sono state introdotte due importanti innovazioni:

1. l’allineamento della disciplina sulle cause di esclusione alle novità introdotte dal decreto “Spazza-corrotti” in tema di pena accessoria dell’incapacità a contrattare con la PA. Tale disposizione prevede che se l’incapacità di contrattare con la PA (o l’interdizione dai pubblici uffici) è comminata in perpetuo, la riabilitazione non produce effetti immediati, ma solo decorsi sette anni dalla sua applicazione e sempre che il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.

2. la previsione che, nei casi di cui al comma 5 dell’art. 80 – tra cui l’illecito professionale e la risoluzione del contratto in danno – il periodo di esclusione pari a 3 anni decorre dalla data di accertamento del fatto in via amministrativa ovvero, in caso di contestazione in giudizio, dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione. Nel tempo occorrente alla definizione del giudizio, la stazione appaltante deve tener conto di tale fatto ai fini della valutazione della sussistenza del presupposto per l’esclusione.

Qualora la sentenza di condanna definitiva non fissi la durata della pena accessoria del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, la durata dell’esclusione sarà oggi, alternativamente:

a)   perpetua, in presenza dei reati contro la pubblica amministrazione citati dall’art. 317 bis p., cui consegue di diritto l’applicazione della pena accessoria “a vita” (salvo che la stessa non sia stata dichiarata estinta ai sensi dell’art. 179, comma 7 c.p.);

b)   pari a sette anni, laddove venga inflitta la reclusione per un tempo non superiore a due anni o ricorra la circostanza attenuante di cui all’art. 323 bis, comma 1 p. (fatta salva, anche in questo caso, l’intervenuta riabilitazione);

c)   pari a cinque anni, in ipotesi diverse da quelle appena esaminate, fra le quali sembra rientrare anche (ma non solo) quella in cui ricorra la circostanza attenuante di cui all’art. 323 bis, comma 2 c.p

Il nuovo comma 10 bis prevede, però, una riduzione della durata dell’esclusione se, nelle predette ipotesi di cui alle lett. b) e c), la pena principale è inferiore, rispettivamente, a sette e cinque anni di reclusione. In tal caso il divieto avrà, infatti, la medesima durata della sanzione principale.

Sparisce il riferimento alle sentenze definitive di condanna, ai decreti penali irrevocabili o alle sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti pronunciate nei confronti del subappaltatore, che non potranno più determinare l’esclusione dell’impresa principale dalla procedura di gara.

In merito all’esclusione di imprese destinatarie di informazioni antimafia interdittive o di misure di prevenzione, viene invece inserito il riferimento all’art. 34 bis, che recepisce le recenti modifiche apportate alla normativa antimafia.

Esso consente al soggetto colpito da un’interdittiva antimafia di richiedere, una volta impugnato il provvedimento del prefetto e sempre che il pericolo di inquinamento mafioso sia solo occasionale, l’applicazione della misura del controllo giudiziario da parte del tribunale competente per le misure di prevenzione, in modo tale da poter proseguire la propria attività imprenditoriale sotto la vigilanza di un amministratore nominato dal giudice. L’accesso alla misura patrimoniale in esame determina, infatti, la sospensione degli effetti interdittivi dell’informativa prefettizia.

L’ammissione al controllo giudiziario consente agli operatori economici non solo di completare l’esecuzione dei contratti già in essere, ma anche di partecipare a nuove procedure di affidamento, evitando l’esclusione sebbene siano stati destinatari di provvedimenti interdittivi.

L’ambito di applicazione delle cause di esclusione connesse a provvedimenti penali di condanna o a quelli antimafia emessi nei confronti del socio di maggioranza, avranno ora rilevanza escludente solo nel caso in cui le aziende abbiano un numero di soci pari o inferiore a quattro.

– commissari di gara

Possibilità per la stazione appaltante, in caso di indisponibilità o disponibilità insufficiente di esperti iscritti nella sezione ordinaria dell’albo dei commissari, di nominare la commissione, anche solo parzialmente, tra membri interni.

concessionari

Prorogato al 31 dicembre 2019 il termine, scaduto lo scorso aprile, entro il quale i concessionari “senza gara” si devono adeguare agli obblighi di esternalizzazione previsti dall’art. 177 del Codice.

Inoltre, viene prevista la possibilità per le concessioni autostradali già scadute o in scadenza entro 36 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, il cui bando sia pubblicato entro il 31 dicembre p.v., di avviare la gara sulla base del fabbisogno relativo ai soli interventi di messa in sicurezza dell’infrastruttura esistente.

– general contractor

Disposta la soppressione dell’Albo – e del relativo decreto del MIT che dovrebbe regolarlo – dei soggetti che possono ricoprire il ruolo di Direttore dei Lavori e Collaudatore, per gli appalti pubblici affidati con la formula del Contraente Generale.

rito “superaccelerato”

Soppresso il cd. “rito super accelerato”, finalizzato a contestare le ammissioni ed esclusioni dalla gara, e vengono introdotte alcune modifiche per rendere più veloce il rito “accelerato” in materia di appalti pubblici.

– partenariato pubblico-privato

Introdotta la possibilità per gli investitori istituzionali e gli istituti di promozione di presentare proposte di project financing per interventi fuori programma, associandosi o consorziandosi, in caso di mancanza di requisiti tecnici, con soggetti qualificati per servizi di progettazione.

– centrali di committenza

Prevista la facoltà e non l’obbligo, per i comuni non capoluogo, di ricorrere alle centrali di committenza.

 

ART. 2: MODIFICHE IN MATERIA DI CRISI DI IMPRESA    

Anticipata l’entrata in vigore di alcune modifiche introdotte dal nuovo Codice sulle crisi d’impresa all’art. 110 del Codice dei contratti (D.lgs. 14/2019).

In particolare:

-      divieto per le imprese in stato di fallimento di partecipare a nuove gare anche se il curatore, autorizzato all’esercizio provvisorio dell’impresa, può eseguire i contratti già stipulati con l’autorizzazione del giudice delegato.

-      in caso di fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo con risoluzione/recesso  del contratto le stazioni appaltanti ricorrono all’istituto del cd. “interpello”, con conseguente scorrimento della graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto, con l’obbligo di affidare alle medesime condizioni proposte dall’originario affidatario in sede di offerta.

 

ART. 3: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI IN ZONE SISMICHE

Apportate modifiche agli articoli 65, 67, 93 e 94 del testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001) con aggiornamenti ai diversi iter amministrativi da seguire in merito alle pratiche di presentazione, deposito e autorizzazione dei progetti delle parti strutturali delle costruzioni e per le costruzioni in zona sismica.

Con riguardo ai limiti di densità edilizia, altezze e distanze dei fabbricati, introdotto l’obbligo (prima, consisteva in una facoltà) delle Regioni di prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 e di dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell'ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali. Sono, poi, introdotte nuove disposizioni che disciplinano gli interventi di demolizione e ricostruzione.

Il deposito relativo alle opere realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche in vigore, prima del loro inizio, deve essere effettuato dal costruttore allo sportello unico sul quale non v’è più l’obbligo di trasmettere la documentazione relativa al competete ufficio tecnico regionale; in più, sia per la denuncia dei lavori che per la relazione a struttura ultimata non è più necessaria la presentazione in triplice copia e lo sportello unico dovrà rilasciare solo l’attestazione dell’avvenuto deposito. Analoghe prescrizioni sono dettate per il collaudo

Le modifiche ai 3, 4 e 5 dell’art. 67, prescrivono che il contenuto minimo del progetto è determinato dal competente ufficio tecnico della Regione e che in ogni caso il progetto deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni, relazione tecnica, e dagli altri elaborati previsti dalle norme tecniche; è previsto poi che i progetti debbono essere accompagnati da una dichiarazione del progettista che asseveri il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni e la coerenza tra il progetto esecutivo riguardante le strutture e quello architettonico, nonché il rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica.

L’introduzione dell’articolo 94 bis al DPR 380 disciplina in maniera innovativa gli interventi strutturali eseguiti nelle zone sismiche, differenziandoli in "rilevanti", "di minore rilevanza" e "privi di rilevanza" nei riguardi della pubblica incolumità.

- sono interventi "rilevanti" nei riguardi della pubblica incolumità:

1) gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche ad alta sismicità (Zona 1 e Zona 2);

2) le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche;

3) gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso.

- sono interventi di “minore rilevanza” gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico in zona 3, le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti e le nuove costruzioni che non si discostino dalle usuali tipologie e non presentino particolare complessità strutturale.

- sono “privi di rilevanza” gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d'uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.

Il nuovo articolo 94bis prevede l’obbligo di acquisire la preventiva autorizzazione sismica per la realizzazione di costruzioni, non più in relazione alla classificazione sismica (1, 2, 3) della zona in cui si va a costruire, ma alla rilevanza dell’intervento strutturale.

Infatti l'autorizzazione scritta rilasciata dal competente ufficio tecnico della regione per l'inizio lavori prevista dall'art. 94, non è richiesta per i lavori relativi agli interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza.

Per una più precisa individuazione di tali interventi e delle varianti di carattere non sostanziale per le quali non occorre il preavviso scritto da inviare allo sportello unico di cui all'art. 93, è prevista l'emanazione di linee guida da parte del Ministero delle infrastrutture d'intesa con la Conferenza Unificata.

Comunque le Regioni possono istituire controlli anche con modalità a campione, per gli interventi non soggetti ad autorizzazione preventiva.

Per quanto riguarda la denuncia dei lavori e la presentazione dei progetti di costruzioni in zone sismiche, disciplinati dall'art. 93 del DPR 380, le modifiche riguardano il contenuto minimo che è determinato dal competente ufficio tecnico della regione e che, in ogni caso, deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni, relazione tecnica, ed elaborati previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Inoltre i progetti devono essere accompagnati da una dichiarazione del progettista che asseveri il rispetto delle suddette Norme Tecniche e la coerenza tra il progetto esecutivo riguardante le strutture e quello architettonico, nonché il rispetto di eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica. Infine il preavviso scritto con il contestuale deposito del progetto e dell'asseverazione del progettista di cui sopra, è considerato valido anche agli effetti della denuncia dei lavori prevista dall'art. 65 del DPR 380.

Per quanto riguarda l'art. 65 del DPR 380, in merito alla denuncia dei lavori di realizzazione e la relazione a struttura ultimata, viene ampliato il riferimento ai materiali da costruzione per i quali si applica.

In primo luogo si stabilisce che la denuncia delle opere allo sportello unico, prima del loro inizio, è obbligatoria per quelle realizzate con i materiali ed i sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche in vigore, oggi le NTC del 17 gennaio 2018. Fino ad oggi la legge faceva riferimento al solo calcestruzzo armato ed all'acciaio. Tale denuncia è onere del costruttore che allegherà il progetto dell’opera e la relazione illustrativa firmati dal progettista.

All’atto della presentazione, lo sportello unico rilascia l’attestazione di avvenuto deposito.

In merito alla relazione che il direttore dei lavori deve presentare “a strutture ultimate”, il comma 6 è modificato introducendo il concetto di “ultimazione delle parti della costruzione che incidono sulla stabilità dell’opera”, non più di "strutture ultimate".

Tale relazione non è più prevista nel caso di interventi di "minore rilevanza" che riguardino le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, nonché per tutti gli interventi "privi di rilevanza". Conseguentemente, in tali casi, il direttore dei lavori non consegna più al collaudatore la relazione e la documentazione prevista (certificati delle prove sui materiali, eventuali esiti di prove di carico, indicazioni sulla tesatura dei cavi e sistemi di messa in coazione per le opere in precompresso), ed il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dallo stesso direttore dei lavori. 

ART. 4:  COMMISSARI STRAORDINARI

Per gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari, il Presidente del Consiglio, su proposta del MIT, nomina di uno o più commissari straordinari per l’avvio o la prosecuzione di lavori, anche sospesi; per l'attuazione di tali interventi i commissari straordinari provvedono in deroga ad ogni disposizione di legge vigente in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto del Codice Antimafia (D.lgs. 159/2011) e dei vincoli inderogabili derivanti dall’ appartenenza all’Unione Europea. In particolare, è demandata ai Commissari l’approvazione dei progetti, di intesa con i Presidenti delle Regioni/Province autonome competenti, la quale sostituisce ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta necessari per l’avvio dei lavori, ad eccezione di quelli culturali e paesaggistici.

Sono previste, inoltre, delle riduzioni dei termini per la conclusione dei procedimenti:

- in caso di beni culturali/paesaggistici, il termine non potrà superare i 60 gg., decorsi i quali, ove l’autorità non si sia espressa, l’autorizzazione/parere/visto/nullaosta si intende rilasciata;

- in materia ambientale (es. VIA) i termini dei relativi procedimenti sono dimezzati. 

ART. 5 – NORME IN MATERIA DI RIGENERAZIONE URBANA

- Modifiche al Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/01)

Al fine di favorire la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, anche mediante interventi di demolizione e ricostruzione, è stato modificato l’art. 2-bis del DPR 380/01 (“Testo Unico edilizia”) in materia di deroghe ai limiti di distanza dei fabbricati.

Cosa cambia:

-      Comma 1 (modifica): le Regioni introducono (invece che “possono prevedere”) deroghe al DM 1444/1968 in materia di distanze, altezze e densità delle costruzioni “nonché” disposizioni sugli spazi/attrezzature per attività collettive (cd. standard urbanistici);

-      Comma 1 bis (integrazione): le norme che saranno introdotte dalle Regioni sono finalizzate ad orientare i comuni, nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati per gli ambiti urbani consolidati del proprio territorio

-      Comma 1 ter (integrazione): viene specificato che “in ogni caso di intervento di demolizione e ricostruzione” la ricostruzione è consentita nel rispetto delle distanze preesistenti, anche se inferiori a quelle di legge (10 metri), ma solo a condizione che sia mantenuta la coincidenza dell’area di sedime, del volume e nel rispetto dell’altezza massima dell’edificio demolito.

ART. 23 – NORME PER L’ACCELERAZIONE DELLA RICOSTRUZIONE DELLE ZONE TERREMOTATE DEL CENTRO ITALIA

L’art. 23 introduce alcune modifiche alla disciplina per la ricostruzione dei territori del Centro Italia colpiti dai terremoti dell’agosto e ottobre 2016. In particolare:

- Possibilità per i Comuni di gestire le istruttorie per i danni lievi con l’obiettivo di velocizzare le pratiche di concessione dei contributi alla ricostruzione privata, relativamente ai danni lievi (immobili temporaneamente o parzialmente inagibili - esiti “B” e “C” delle schede Aedes), la norma permette ai comuni di curare, d'intesa con l'Ufficio speciale per la ricostruzione, l'istruttoria per il rilascio delle concessioni di contributo e di tutti gli adempimenti conseguenti.

- Ricostruzione privata: superamento della gara per la scelta dell’impresa esecutrice da parte del beneficiario privato dei contributi. E’ sufficiente che l’impresa sia inscritta nell’Anagrafe antimafia degli esecutori. Di conseguenza, non è più necessaria la procedura concorrenziale tra almeno tre imprese per individuare la migliore offerta.

ART. 24 – PROROGA DISPOSIZIONI DEPOSITO E TRASPORTO TERRE E ROCCE DA SCAVO

La disposizione apporta alcune modifiche in tema di gestione dei rifiuti derivanti dal sisma del 2016 (art. 28, Decreto Legge 189/2016), finalizzate in particolare a:

-      prorogare al 31 dicembre 2019 il termine per il deposito/trasporto dei materiali da scavo prodotte dai cantieri allestiti per la realizzazione delle strutture abitative/opere provvisionali legate all’emergenza sisma 2016;

-      chiarire che i materiali contenenti amianto, non soggetti al particolare e semplificato regime di gestione rifiuti definito dall’art. 28 comma 4 del decreto 189/2016, sono solo quelli che superano i limiti fissati dal Codice dell’ambiente (Punto 3.4, Allegato D, Parte IV, D.lgs. 152/2006.

 

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