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“DECRETO CRESCITA”

“DECRETO CRESCITA”

Recepite alcune proposte formulate da Confcooperative Habitat

Categorie: Lavoro e Servizi

Tags: decreto,   crescita

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019 ed è entrato in vigore il 1 maggio 2019 il Decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 recante “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”, c.d. “D.L. Crescita”.

Di seguito, si riportano le novità di interesse per il settore dell’edilizia abitativa, premettendo che il Decreto recepisce alcune proposte da tempo formulate da Confcooperative Habitat, che sono anche contenute nel Libro bianco della fiscalità immobiliare realizzato unitamente ad altre Organizzazioni di settore, al fine di favorire la rigenerazione urbana.

Il provvedimento deve ora iniziare l’iter parlamentare per la sua conversione in legge.


Incentivi per la valorizzazione edilizia (Art.7)

Tale prima norma è inserita nell’ambito del Capo I recante “Misure fiscali per la crescita economica”. In particolare, si prevede l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna (in luogo dell’ordinaria aliquota del 9% del valore dichiarato in atto), fino al 31 dicembre 2021 per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione e di ristrutturazione immobiliare, comprese le cooperative di abitazione, che, entro i successivi 10 anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi in chiave antisismica ed in classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente, nonché alla loro alienazione.

Qualora non si verifichino tali condizioni, le imposte stesse sono dovute nella misura ordinaria con una sanzione del 30% delle imposte medesime, oltre agli interessi di mora a decorrere dall’acquisto dell’immobile.

Sismabonus (Art.8)

Viene estesa alle zone di rischio sismico 2 e 3 il bonus previsto per l’acquisto di immobili antisismici sinora applicabile solo per le zone 1, con una modifica all’art. 16, comma 1-septies del D.L. 4-6-2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3-8-2013, n. 90.

Nello specifico, si fa riferimento alla detrazione riconosciuta per gli acquisti di unità immobiliari facenti parte di edifici demoliti e riscostruiti, anche con variazione volumetrica e con miglioramento di 1 o 2 classi sismiche, cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o assegnate dalle Cooperative di abitanti che hanno eseguito l’intervento.

Come noto, la detrazione è accordata all’acquirente o socio nella misura pari al 75%, o all’85%, a seconda della riduzione del rischio sismico rispettivamente pari a 1 o 2 classi, del prezzo d’acquisto o di assegnazione sino ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Tale detrazione è concessa sino al 31 dicembre 2021 ed è possibile, per l’acquirente o socio, cedere la detrazione sotto forma di credito d’imposta.

L’estensione del bonus anche alle zone sismiche 2 e 3 accoglie la proposta di Habitat, volta a favorire interventi di rigenerazione urbana, attraverso incentivi all’acquisto di unità immobiliari antisismiche, facenti parte di edifici demoliti e ricostruiti anche con variazione volumetrica rispetto al preesistente.

Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico (Art. 10)

Con una modifica alla legge n. 90/2013 sopra richiamata, si prevede la possibilità per i lavori di risparmio energetico e per quelli di messa in sicurezza sismica che danno diritto all’Ecobonus e al Sismabonus, di fruire, in alternativa alla detrazione e alla cessione del credito, di uno sconto corrispondente all’importo detraibile anticipato dall’impresa esecutrice dei lavori. Lo sconto viene rimborsato all’impresa sotto forma di credito di imposta e recuperato mediante compensazione in cinque quote annuali di pari importo.

Le modalità applicative della misura saranno definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate da adottare entro 30 giorni dalla conversione in legge del Decreto Legge in esame.

Rifinanziamento del Fondo di garanzia per la prima casa (Art. 19)

E’ previsto il rifinanziamento del Fondo di garanzia per la prima casa con 100 milioni di euro per il 2019, con accantonamento a copertura del rischio di un importo non inferiore all’8% dell’ammontare garantito a fronte di ogni finanziamento.

L’intervento, proposto da Habitat, è quanto mai opportuno in quanto le risorse erano in via di esaurimento.

Il Fondo di garanzia per la prima casa è stato istituito dall’art. 1, comma 48, lettera c), della legge 27-12-2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), con controgaranzia dello Stato.

Concede garanzie, a prima richiesta, nella misura massima del 50% della quota capitale di mutui ipotecari di importo non superiore ad euro 250 mila, connessi al solo acquisto, ovvero all’acquisto unitamente ad interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica, di unità immobiliari non di lusso, site sul territorio nazionale da adibire ad abitazione principale del mutuatario, che non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo.

Estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali (Art.15)

Poiché alcune strutture Cooperative avevano richiesto di intervenire sul tema di cui sopra, si registra con piacere che la proposta in merito ha ottenuto accoglimento.

Si prevede infatti la possibilità, per gli enti territoriali, di disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, che sono state oggetto di ingiunzioni di pagamento notificate dal 2000 al 2017 e non ancora riscosse.

Nel merito, le Regioni, le Provincie, le Città Metropolitane ed i Comuni hanno la facoltà di prevedere, con propri atti la “rottamazione” delle ingiunzioni di pagamento, concedendo ai contribuenti morosi la possibilità di saldare il debito tributario, pagando solo i tributi accertati e gli interessi, non le sanzioni.

Nello specifico, gli enti territoriali, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto in esame possono stabilire:

a) il numero di rate e la relativa scadenza, che non può superare il 30 settembre 2021;

b) le modalità con cui il debitore manifesta la sua volontà di avvalersi della definizione agevolata;

c) i termini per la presentazione dell'istanza;

d) il termine entro il quale l'ente territoriale o il concessionario della riscossione trasmette ai debitori la comunicazione nella quale sono indicati l'ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse.

 

Superammortamento (Art.1)

Viene ripristinato, dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019, il cd. superammortamento al 130%, ovvero l’incentivo che consente di ammortizzare il 30% in più del costo d’acquisto dei beni strumentali nuovi. Viene introdotto, tuttavia, un limite quantitativo legato all’ammontare degli investimenti, visto che l’ammortamento maggiorato al 130% si applica solo per la quota di investimenti di importo non superiore a 2,5 milioni di euro.

L’agevolazione si applica per i beni strumentali nuovi (esclusi i veicoli e i beni immobili) acquistati dal 1° aprile al 31 dicembre 2019, oppure entro il 30 giugno 2020 ma solo a condizione che entro dicembre 2019 sia stato effettuato l’ordine e pagato un acconto pari almeno al 20% del costo d’acquisizione. 

 

Revisione della Mini Ires (Art.2)

Viene introdotta un’agevolazione diretta ad agevolare gli utili reinvestiti in azienda, in sostituzione della cd. “Mini Ires”, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, che è risultata di scarsissimo interesse soprattutto per la complessità di calcolo e di applicazione.

In particolare, viene stabilito che l’IRES può essere applicata sul reddito d’impresa fino a concorrenza dell’importo corrispondente agli utili di esercizio accantonati a riserve nei limiti dell’incremento di patrimonio netto (pari alla differenza tra il patrimonio netto del periodo di riferimento e quello risultante nel bilancio relativo al periodo d’imposta 2018), nella misura ridotta del:

·  22,5%per il periodo di imposta 2019

·  21,5% per il periodo di imposta 2020

·  21% per il periodo di imposta 2021

·  20,5%dal periodo d’imposta 2022.

Quindi, dal 2022 l’aliquota IRES ridotta al 20,5% (anziché quella ordinaria del 24%) opererà a regime, sempre limitatamente agli utili accantonati a riserve e nei limiti dell’incremento di patrimonio netto.

Questa agevolazione viene riconosciuta anche ai fini IRPEF relativamente al reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria.

Le modalità operative saranno definite da un apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

La norma abroga le disposizioni (commi 28-34, art. 1, legge 145/2018 legge di Bilancio 2019) che prevedevano l’applicazione dell’aliquota del 15% sugli utili reinvestiti nell’acquisto di beni strumentali e in nuove assunzioni, incrementali rispetto al 2018 (cd. “Mini-Ires”).

Deducibilità IMU sugli immobili strumentali (Art.3)

Viene previsto un incremento della quota di IMU pagata sugli immobili strumentali deducibile dal reddito di impresa imponibile (IRPEF/IRES) ad oggi pari al 40%, nella misura del:

       50% per il periodo di imposta 2019

       60% per i periodi di imposta 2020 e 2021

       70% dal periodo d’imposta 2022.

 Incentivi fiscali alle aggregazioni tra imprese (Art.11)

Nell’ottica di favorire l’aggregazione tra imprese viene riproposto a determinate condizioni, per le operazioni di fusione, scissione o conferimenti di azienda, sino 31 dicembre 2022, il cd. “bonus aggregazione” consistente nella detassazione delle plusvalenze derivanti da tali operazioni.

Ciò comporta la possibilità di dedurre fiscalmente ammortamenti calcolati sui maggior valori iscritti in bilancio per effetto di tali operazioni straordinarie, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in cui ha avuto luogo l’operazione di aggregazione aziendale.

Questa disposizione riproduce l’analogo beneficio, per le operazioni concluse nel 2009, previsto dall’art.4 del DL. 5/2009 (convertito nella legge 33/2009) e all’epoca vigente

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