leNOTIZIE

EMENDAMENTI AL DECRETO SBLOCCA CANTIERI

EMENDAMENTI AL DECRETO SBLOCCA CANTIERI

Audizione al Senato dell’Alleanza delle Cooperative

Categorie: Lavoro e Servizi

Tags: cantieri,   sblocca

Il 6 maggio Confcooperative ha partecipato, in delegazione con i rappresentanti di Legacoop ed Agci, in audizione al Senato sul decreto-legge cosiddetto “Sblocca cantieri” e si è espressa su alcuni temi particolarmente urgenti e sui quali ha proposto emendamenti correttivi affinchè, l’entrata in vigore delle misure così come previste dal decreto, non rischino di produrre effetti dannosi per le imprese.

 

Nell'ambito dell'esame del decreto-legge "sblocca cantieri" Confcooperative ha affermato alcuni principi già più volte espressi in occasione di altre audizioni in materia di contratti pubblici, fondamentali per il sistema del mercato pubblico quali:

1. Effettiva tutela e salvaguardia degli operatori nel processo competitivo impedendo che il pieno dispiegamento degli strumenti a disposizione di chi opera lealmente venga limitato, ristretto od alterato a vantaggio di posizioni consolidate.

2. Certezza circa i tempi di programmazione, svolgimento e conclusione delle procedure di aggiudicazione dei contratti evitando

3. Diminuzione del contenzioso oggi così elevato e costante per la continua incertezza nel settore

4. Effettiva applicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non deroghe surrettizie.

5. Ragionevole suddivisione in lotti per favorire la partecipazione delle PMI senza però “polverizzazione” per promuovere forme di aggregazione imprenditoriale.

6. Programmazione dei lavori e dei servizi, condivisa con le comunità di riferimento ed i territori, per evitare di lavorare sempre su emergenze.

7. Qualificazione delle stazioni appaltanti che è uno dei punti focali e di rilievo visti anche i poteri e la discrezionalità riconosciuta alle stesse dal decreto

8.  Valorizzazione dei consorzi di cooperative ed artigiani, con un’attenzione particolare ai lavori “inerenti i beni culturali;”.

 

Tra gli aspetti critici sollevati da Confcooperative in relazione alle norme introdotte dal decreto, si segnalano:

- un preoccupante ritorno al sistema del massimo ribasso ed una revisione della disciplina dell’esclusione automatica delle offerte anomale inadeguata all’obiettivo di contenimento dell’eccesso di ribasso, foriera di un ritorno agli accordi di cartello, anche per l’assenza di un efficiente meccanismo anti turbativa.

- preoccupante anche la soppressione del limite del 30% al peso del prezzo in caso di utilizzo del metodo dell’OEPV nella versione rapporto qualità/prezzo e, sempre in tema di Offerta economicamente più vantaggiosa, il ricorso ai “servizi aggiuntivi”.

E’ stato proposto di estendere anche agli appalti di servizio ad alta intensità di manodopera la previsione, introdotta– ma solo per i lavori – che l’offerta economicamente più vantaggiosa non tenga conto di prestazioni maggiori (art. 95, nuovo comma 14-bis).

-      La disciplina delle clausole di esclusione prevede la possibilità di esclusione in caso di mancato pagamento di contributi e imposte, anche in presenza di contenziosi non conclusi. La norma è stata introdotta nel nostro ordinamento senza tenere in alcun conto la disciplina vigente in materia di documentazione della regolarità contributiva e fiscale delle imprese, nonché dei diritti costituzionali alla tutela giurisdizionale e al buon andamento dell’amministrazione (artt. 24 e 97, Cost.) e rischia di produrre un livello di incertezza tra gli operatori forse ancora più grave di quella sorta con la riforma dell’illecito professionale.

Ricorso all’istituto della rotazione.

E’ stato proposto che non si applichi a tutti gli appalti sotto-soglia e, in particolare, laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato. Richiesto che sia sufficiente la motivazione della stazione appaltante per il reinvito sia del precedente affidatario, sia dell’invitato non aggiudicatario, come di fatto previsto nella prima formulazione del Codice del 2016.

Per quanto riguarda i servizi sociali, anche affidati in concessione, si ritiene che la rotazione non debba applicarsi, in considerazione del connotato sociale della prestazione incompatibile con quello tipico delle prestazioni standardizzate o comunque fungibili,

Altra fonte di preoccupazione l’abusato meccanismo del sorteggio, a cui si dovrebbe ricorrere nel minor numero di casi possibili, in quanto rischia di svilire la qualificazione e l’affidabilità maturate nel tempo dagli esecutori, impedendo di porre in essere una programmazione dell’attività d’impresa

La proposta presentata da Confcooperative è quella di introdurre specifici meccanismi di selezione, diversificati in ragione dell’importo dei lavori da affidare, idonei a garantire una adeguata tutela della concorrenza e del mercato e, almeno, per i lavori di modesto importo (cioè fino a 500 mila euro) aperti alla possibilità di assicurare un idoneo coinvolgimento delle micro, piccole e medie imprese del territorio, tutelando gli “aspetti della territorialità” e della “filiera corta”.

Per quanto riguarda gli affidamenti di importo più elevato (cioè compreso tra 500 mila euro e 1 milione di euro) assicurare il massimo livello di concorrenza possibile, invitando alla procedura tutti gli operatori che abbiano presentato manifestazione di interesse.

In ragione della natura semplificata tipica della procedura negoziata, sarebbe opportuno introdurre alcuni snellimenti procedurali che accompagnino lo svolgimento della gara, quali la mancata presentazione di autodichiarazioni sul possesso dei requisiti, assorbite ex se dall’offerta, con conseguente verifica a campione in gara, sul 10% degli offerenti, e verifica finale sull’affidatario e aggiudicazione tramite esclusione automatica delle offerte anomale accompagnata dal metodo “antiturbativa”.

Timore è stato manifestato sulla possibilità per la stazione appaltante di prevedere nel bando che le offerte siano esaminate prima della verifica della documentazione relativa al possesso de requisiti, generali e speciali, necessari ai fini della partecipazione perché potrebbe compromettere la trasparenza e l’imparzialità delle procedure e perché il decreto prevede solo come facoltativo il controllo “a campione” sul possesso dei requisiti degli altri partecipanti che, quindi, potrebbero partecipare, seppur non adeguatamente qualificati, con il solo obiettivo di incidere sulla determinazione della soglia di anomalia delle offerte, cosi potendo condizionare l’aggiudicazione.

 

Il tuo nome
Il tuo indirizzo e-mail
Oggetto
Inserisci il tuo messaggio ...
x