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IL PRESIDENTE DI CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI SCRIVE AGLI ASSOCIATI

IL PRESIDENTE DI CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI SCRIVE AGLI ASSOCIATI
Tema del messaggio: la centralità del lavoro

Categorie: Lavoro e Servizi

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Di seguito il testo del messattio che Massimo Stronati, presidente di Confcooperative lavoro e servizi, ha rivolto nei giorni scorsi agli associati.

Cara cooperatrice, caro cooperatore

torniamo a te con questa nostra newsletter che si propone in nuova veste e con cadenza quindicinale per riflettere insieme, sostenuti dai percorsi via via intrapresi e dagli eventi che ci rafforzano nella nostra identità, ponendo inevitabilmente il lavoro al centro.

E’ stato il tema portante della nostra ultima Assemblea ed è il viatico della nostra vita quotidiana imprenditoriale, da sempre. Nell’anno delle celebrazioni per il centenario di Confcooperative non possiamo non ricordare che la cooperazione di produzione lavoro nasce proprio per questo: per difendere il valore del lavoro.

«Il concetto di lavoro sarebbe una vana formula se non avesse riguardo alle forze sociali portatrici degli interessi ad esso collegate e pertanto sollecitate ad operare a suo sostegno e difesa », ci ricorda la nostra Costituzione, attenta e sensibile nell’indicare però anche chiaramente la via della cooperazione tra queste forze. E noi aggiungiamo, naturalmente, che in particolare tra queste forze eccelle quella della cooperazione di produzione e lavoro.

Nella giornata per le celebrazioni dei 100 anni di Confcooperative, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto la sua attenzione alla nostra cooperazione di lavoro, ponendo l’accento sull’importanza della «cura delle città e il contrasto allo spopolamento di zone interne. Tanti borghi appenninici o alpini sopravvivono nel nostro Paese per la presenza di cooperative di produzione del lavoro. È un contributo decisivo all’equilibrio del nostro Paese e una frontiera decisiva per la vita del nostro Paese». Sono parole che ci riempiono di orgoglio, da un lato, ma che viviamo come responsabilità quotidiana, sia nell’attività di impresa che in quella di rappresentanza.

La centralità del lavoro è questione profonda, complessa, difficile. Per garantirla, un primo fattore determinate è sicuramente la produttività, i cui valori purtroppo nel nostro Paese restano sostanzialmente fermi da troppo tempo. Per recuperare è necessaria una forte transizione verso modelli produttivi in cui l'innovazione, espressa anche nella forma della digitalizzazione, possa contribuire a rendere più competitive le nostre imprese e più competenti i lavoratori.

La produttività è, infatti strettamente, collegata a due fattori: le competenze ed i nuovi modelli di organizzazione del lavoro. Gli ultimi dati OCSE mostrano come le performance italiane siano basse su entrambi questi indicatori. Allo stesso modo, relativamente alla diffusione delle cosiddette high-performance work practices, il nostro Paese si trova tra gli ultimi posti tra i Paesi OCSE. 

In questo contesto siamo chiamati ad affrontare la cosiddetta quarta rivoluzione industriale, caratterizzata dall’affermazione della tecnologia come elemento dirompente del lavoro. Ciò non manca di avere un impatto particolarmente rilevante su mercati ad alta intensità di mano d’opera, nei quali operano e lavorano molte delle nostre cooperative associate. Certamente il progresso tecnologico non appare neutrale negli effetti che potrà avere sui rapporti sociali ed economici, ma il confronto tra ottimisti e pessimisti nell'operazione complessa di calcolare i posti di lavoro persi o guadagnati, nel contesto di questa nuova rivoluzione, appare pressoché inutile e fuorviante.

Da una parte è necessario capire come agire nei confronti di quei lavoratori che saranno espulsi dal mercato del lavoro e come si potrà riqualificarli, quale dignità del lavoro si potrà garantire loro, dall’altra si dovrà capire come l’innovazione tecnologica possa diventare un’opportunità di sviluppo sostenibile, capace di garantire il valore del lavoro.

In questo contesto non possiamo restare fermi; un’associazione di rappresentanza di imprese non può ignorare i cambiamenti in atto. Anche la rappresentanza ha il dovere di innovarsi. In particolare, è chiamata a farlo un’organizzazione come la nostra, fortemente articolata sui territori. Abbiamo una ricchezza enorme da proteggere e valorizzare.

E’ fondamentale fare rete, creare connessione, fare sempre più sistema.

Quante volte ci chiediamo perché non riusciamo a conoscerci sufficientemente tra cooperatori e cooperative, costruendo reti davvero efficaci. Io stesso sono cooperatore da oltre 30 anni e, anche grazie al mio ruolo istituzionale, incontro e conosco moltissimi cooperatori, pur rimanendo sempre spinto dalla percezione che molti di più sarebbero i compagni di questo cammino da incontrare e conoscere meglio, affinché nessuno possa sentirsi “lontano” e debba domandarsi cosa faccia per la sua cooperativa la nostra Organizzazione.

Da ciò è scaturita in noi - al di là della mera consapevolezza di un compito da svolgere appieno –l’energia per tendere la mano con rinnovata attenzione ai problemi dei nostri cooperatori, ai loro sogni, ai loro bisogni, perché tutto ciò è parte di noi, è il DNA della nostra Federazione!

Una svolta? Forse ancor più un nuovo capitolo della storia che stiamo scrivendo, in misura crescente, insieme.

Per questo abbiamo voluto anche offrire alle nostre associate una piattaforma digitale, che potesse affiancarsi ai tradizionali strumenti di comunicazione e di informazione della Federazione, per divenire un “luogo” di incontro, di conoscenza, di comunicazione immediata, di interazione, di networking a disposizione di ognuno di noi.

Il 6 giugno, in occasione del nostro prossimo Consiglio Nazionale, la presenteremo. Si chiama Netcoop, e l’abbiamo sviluppata con il sostegno di Node. Essa sarà uno dei motori principali del Netcoop tour, che prenderà avvio nelle settimane successive, attraverso una serie di tappe nelle varie regioni italiane, per diffondere lo strumento e caratterizzarlo sui territori. Un percorso che ci permetterà anche di accrescere il nostro senso di appartenenza e di partecipazione attiva, alimentando la conoscenza reciproca. Tutto questo ci permetterà di migliorare via via insieme la nostra piattaforma.

Sarò lieto di poterti incontrare e conoscerti meglio presto, dunque!

Massimo Stronati

 

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