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CONSIGLIO DI PRESIDENZA DI CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI

CONSIGLIO DI PRESIDENZA DI CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI

Sintesi dei lavori di lunedì 11 luglio 2019

Categorie: Lavoro e Servizi

Tags: consiglio di presidenza,   lavoro e servizi

Come scrisse Primo Levi ne La chiave a stella, lavorando in un certo modo possiamo capire anche il nostro rapporto con l’amore come, ad esempio: «l’amore per le cose ben fatte».

Il Consiglio di Presidenza di Confcooperative Lavoro e Servizi, svoltosi a Brescia lo scorso 11 luglio, è stata occasione per porre un nuovo accento sul tema del “lavoro al centro”, ben oltre una mera dichiarazione d’intenti. La centralità del lavoro e della sua dignità nelle nostre cooperative di produzione e lavoro si è coniugata nei moltissimi temi trattati; dalla bilateralità ai contratti, dai contenuti dello “sblocca cantieri” a quelli del “decreto crescita”, dalla valorizzazione dell’intersettorialità alla promozione di una nuova visione dell’innovazione attraverso le prossime tappe del Netcoop Innovation Tour.

La riflessione portata avanti, con affondi sempre più nel merito, da parte del Presidente, Massimo Stronati, e del Consiglio di Presidenza tutto, in un clima di intensa partecipazione e coesione, parte dalla consapevolezza che la cooperativa di lavoro è da sempre – ben al di là dei più ovvii obiettivi di fornitura di prodotti o di erogazione di servizi - luogo dove si apprende, operando, la solidarietà e la collaborazione tra le persone, dove si colgono alcune dimensioni della vita nella sua interezza. “Ecco perché ogni nostra impresa cooperativa può essere luogo di progettazione comunitaria – ha sottolineato Stronati - che cerchi di creare lavoro nel lungo periodo e di dare nuova fiducia ai propri soci lavoratori, liberi dalla schiavitù miope del profitto a breve termine, generando valore umano e sociale, oltre il valore meramente monetario di una prestazione.

E’nel lavoro– in quella nostra storica tensione cooperativa profonda a “fare le cose per bene” – che si gioca la possibilità di creare una nuova relazione tra la realizzazione (il partecipare alla costruzione del mondo) e l’autorealizzazione (il portare a compimento la creazione di se stessi). 

Tutto ciò sarà possibile nelle nostre cooperative solo se sapremo concepire una “innovazione generativa”, perché capace di rigenerare la comunità stessa, dentro ed intorno alla cooperativa. Abbiamo bisogno di concepire un modello di innovazione davvero partecipativa, che ci permetta anche di infrastrutturare dal punto di vista relazionale il nostro lavoro in cooperativa, estendendo la catena fiduciaria ed offrendo la possibilità di far circolare più risorse a più persone, consapevoli del fatto che l’azione cooperativa contribuisce a creare un effetto “moltiplicatore” delle risorse. 

Cionondimeno, si è ribadita anche l’urgenza di una legislazione più favorevole all’inserimento delle nuove generazioni, con contratti che non istituzionalizzino la precarietà, ma che, attraverso una ragionevole verifica delle capacità, facilitino l’inserimento dei giovani.

Infine, secondo il Presidente Stronati, occorre finalmente modificare il carico fiscale che grava sul lavoro e riorganizzare i percorsi scolastici, riducendo la distanza drammatica tra il mondo della scuola e quello delle imprese.

Il Consiglio, del resto, ha posto grande importanza in un miglioramento della bilateralità ed ha invitato il Presidente della Federazione ad investire del problema dello scarso funzionamento degli enti bilaterali anche il Presidente Confederale, Gardini, affinché si comprenda che le risorse accantonate debbono favorire lo sviluppo delle nostre cooperative, concordano modalità più efficaci.

Perché, in sintesi, Confcooperative Lavoro e Servizi vuole porre il lavoro dignitoso al centro? Perché la qualità del lavoro è strettamente connessa alla qualità della vita delle persone: stress, soddisfazioni, relazioni sociali, riconoscimenti derivanti dall’attività lavorativa sono oramai formalmente riconosciuti come elementi essenziali del benessere individuale.

Non possiamo, d’altro canto, ignorare che il modo con cui si ottengono i risultati è importante tanto quanto i risultati ottenuti. Ed il solo modo che noi vogliamo riportare al centro del lavoro è quello autenticamente cooperativo, quello dell’amore per le cose fatte bene. Insieme!

 

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