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LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO SOCIALE DEGLI ENTI TERZO SETTORE

LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO SOCIALE DEGLI ENTI TERZO SETTORE
Gli aspetti salienti del decreto

Categorie: Solidarietà Sociale

Tags: Bilancio sociale

Lo scorso 9 agosto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 il decreto che adotta le Linee guida per la redazione del bilancio sociale ai sensi di quanto previsto dalla riforma del terzo settore (d.lgs. 117/2017) e dell’impresa sociale (d.lgs. 112/2017). Si illustrano di seguito gli aspetti salienti del decreto rinviando ad ulteriori momenti di approfondimento gli altri temi d’interesse. 

In relazione all’entrata in vigore (art. 3) si prevede che l’obbligo di redazione, ai sensi delle Linee guida, si applichi a partire dalla redazione del bilancio sociale relativo al primo esercizio successivo a quello in corso alla data della pubblicazione. Pertanto, dovrà essere approvato nel 2021 quello relativo al 2020.  

Il bilancio sociale è definito nelle Linee guida come uno strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte.

Sono tenuti a redigere un bilancio sociale:

  • tutte le imprese sociali, ivi comprese le cooperative sociali e i loro consorzi, indipendentemente dalla dimensione economica. I gruppi di imprese sociali sono tenuti a redigerlo in forma consolidata, cioè evidenziando gli esiti sociali non solo di ciascun singolo ente, ma anche del gruppo nel suo complesso;
  • gli altri enti di Terzo settore, qualora abbiano ricavi o entrate superiori ad un milione di euro annuo e i Centri di Servizio per il Volontariato, indipendentemente dalla loro dimensione economica.

Le Linee guida contengono alcuni principi di redazione del bilancio sociale volti ad attestare criteri e parametri uniformi, illustrati analiticamente nel documento, ovvero: completezza, rilevanza, trasparenza, neutralità, competenza di periodo, comparabilità, chiarezza, veridicità e verificabilità, attendibilità, autonomia.

Le Linee guida individuano, in particolare, i contenuti minimi del bilancio sociale ovvero, le seguenti sezioni.

  1. Metodologia adottata per la redazione del Bilancio sociale: standard utilizzati, cambiamenti significativi, modifica dei criteri rispetto ai precedenti periodi di rendicontazione.
  2. Informazioni generali sull’Ente: anagrafica, area territoriale, ambito di attività, mission, relazione con altri enti e informazioni sul contesto di riferimento.
  3. Struttura, governo ed amministrazione: base sociale, sistema di governo e controllo, aspetti relativi alla democraticità interna e alla partecipazione degli associati, mappatura degli stakeholder; alle imprese sociali diverse dagli enti religiosi e dalle cooperative a mutualità prevalente, è richiesto inoltre di descrivere le modalità di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti.
  4. Persone che operano nell’ente: tipologia, consistenza e composizione lavoratori e volontari, contratto di lavoro applicato, attività svolte, struttura dei compensi, differenziali retributivi, pubblicità per i compensi a amministratori e dirigenti.
  5. Obiettivi ed attività: informazioni quantitative e qualitative sulle azioni realizzate, sui beneficiari diretti e indiretti, sugli output e, per quanto possibile, sugli effetti, indicando il livello di raggiungimento degli obiettivi e i fattori rilevanti per il conseguimento.
  6. Situazione economico-finanziaria: provenienza delle risorse economiche separata per fonte pubblica e privata, informazioni sulle attività di raccolta fondi, eventuali criticità emerse e azioni intraprese.
  7. Altre informazioni: contenziosi e controversie, informazioni di tipo ambientale e impatto ambientale, se rilevanti, e altre informazioni di natura sociale, parità di genere, rispetto diritti umani, lotta contro la corruzione ecc., informazioni sulle riunioni degli organi deputati alla gestione ed all’approvazione del bilancio.
  8. Monitoraggio svolto dall’organo di controllo: esiti in relazione all’osservanza delle finalità sociale, dei settori di attività e delle misure sull’assenza di scopo di lucro, struttura proprietaria, coinvolgimento lavori ed utenti, trattamenti economici e rispetto del contratti collettivi nazionali e corretto utilizzo dei volontari.   

Rispetto alle modalità di pubblicità, il bilancio sociale deve essere pubblicato sul sito internet istituzionale dell’ente o della rete associativa cui l’ente aderisce e depositato entro il 30 giugno dell’anno successivo presso il Registro Unico del Terzo settore o, nel caso delle imprese sociali, presso il Registro delle imprese. Per le imprese sociali la data di deposito potrebbe essere successiva al 30 giugno in presenza di norme relative a specifiche forme giuridiche che prevedessero scadenze diverse per il deposito dei bilanci di esercizio; in tal caso è consentito il deposito contestuale entro tale data anche del bilancio sociale. 

In ALLEGATO il decreto

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