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CREDITO D’IMPOSTA PER FORMAZIONE

Le novità contenute nella legge di bilancio 2018

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: formazione

I commi 46 e seguenti della Legge di bilancio 2018 contengono una novità in materia di finanziamento delle spese di formazione sostenute.

Si tratta di un credito di imposta rivolto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato.

Sono finanziabili le spese per formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31

dicembre 2017 e concordate attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Il credito d’imposta è pari al 40%, fino ad un importo massimo annuale di 300.000 euro per ciascun beneficiario, delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione svolte per:

  • acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’ALLEGATO. 

Non sono finanziabili le attività di formazione ordinaria o periodica obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione. 

Non entriamo nel merito degli aspetti contabili. Ricordiamo solo che il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relative al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e utilizzato il credito.

Il credito stesso non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’Irap ed è utilizzabile dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti esclusivamente in compensazione.

Per essere ammissibili, i costi dovranno essere certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio. Tale obbligo incombe anche sulle imprese non soggette a revisione legale dei conti.

Le spese sostenute di certificazione sono ammissibili allo sgravio entro il limite massimo di euro 5.000.

Le imprese con bilancio revisionato sono esenti dagli obblighi di certificazione appena descritti.

Le disposizioni applicative saranno contenute in un decreto del Mise da emanarsi entro 90 giorni.

Questa misura, per l'anno 2019, è finanziata con 250 milioni di euro.

 

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