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DETASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO

Un interpello dell’Agenzia delle Entrate

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: detassazione,   premio di risultato

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n. 78 del 19 ottobre 2018, che ha fornito risposta ad un interpello in materia di detassazione dei premi di risultato.

Cogliamo l’occasione per riflettere ulteriormente sulla materia, che in questa risoluzione viene ulteriormente chiarita, ribadendo i confini e le corrette modalità di applicazione della detassazione dei premi di produttività. La risposta è in linea coi contenuti della circolare AE 5E/2018. 

L’interpello che viene posto riguarda una società che, in merito ai premi di produttività del 2017, erogati nel 2018, chiede delucidazioni sulla possibilità o meno di assoggettare tale premio al regime fiscale agevolato previsto dall’art. 1 commi 182ss della legge n. 208/2015 e ss.mm., che ricordiamo prevede un’applicazione di un’aliquota IRPEF agevolata pari al 10%.

Lo scrivente specifica che il premio oggetto dell’interpello è stato fissato in relazione a parametri fissati in un accordo integrativo, correttamente sottoscritto dalle parti e ugualmente depositato.

I parametri di riferimento per l’erogazione del premio sono l’EBIT (per il quale definita una soglia e il miglioramento dell’efficienza dei tempi di consegna del prodotto (l’interpello non dice se il miglioramento è rispetto a un periodo precedente). 

L’agenzia delle Entrate interviene riepilogando la normativa e specificando ancora meglio i dettagli applicativi della norma. Si ricorda preliminarmente che l’imposta sostitutiva sarà riconosciuta per “premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base dei criteri definiti con il decreto di cui al comma 188”.

Tali incrementi devono essere misurati secondo indici incrementali ai quali dovranno essere commisurati i premi, e sono previsti dalla contrattazione collettiva ed oggetto di un accordo sindacale.

Il periodo in cui si devono verificare questi incrementi, il c.d. periodo congruo, sarà sempre previsto dalla contrattazione di secondo livello, facendo riferimento a periodi annuali, infrannuali o ultrannuali, considerato che il dato rilevante dovrà essere comunque in incremento migliorativo rispetto a quello previsto all’inizio del periodo congruo; questa è la caratteristica essenziale della norma.

Stante le suddette condizioni, quello che viene richiesto nell’interpello non è quindi relazionabile ad un reale incremento rispetto ad un dato di partenza, ma è riferito unicamente al raggiungimento di un risultato che viene definito come un dato stabile fissato dal contratto aziendale, motivo per cui non può beneficare della tassazione agevolata del 10%.

L’agenzia fa presente che qualora il risultato raggiunto (nel 2017) sia risultato superiore rispetto a quello dell’anno precedente, il premio potrà godere della detassazione prevista dalla legge di Stabilità 2016.

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