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INCENTIVI PER IL REINSERIMENTO AL LAVORO DEI DISABILI

Per l’attuazione della norma occorrerà un decreto ministeriale

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: disabile

Si interviene sul comma 166 dell'articolo 1 della legge 190/2014 che aveva attribuito all’Inail competenze in materia di reinserimento e integrazione al lavoro delle persone disabili attraverso progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione, con interventi formativi di riqualificazione professionale, con progetti per il superamento e per l'abbattimento delle barriere architettoniche sui luoghi di lavoro, con interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro.

La norma in esame prevede un rimborso della retribuzione corrisposta dal datore di lavoro al disabile da lavoro destinatario di un progetto di reinserimento mirato alla conservazione del posto di lavoro che alla cessazione dello stato di inabilità temporanea assoluta non possa attendere al lavoro senza la realizzazione degli interventi individuati nell'ambito del predetto progetto.

Il rimborso è pari al 60% delle retribuzioni effettivamente corrisposte.

I progetti di reinserimento possono essere proposti dai datori di lavoro e sono approvati dall'Inail.

Le retribuzioni rimborsabili sono quelle corrisposte dalla data di manifestazione della volontà da parte del datore di lavoro e del lavoratore di attivare il progetto e fino alla realizzazione degli interventi in esso individuati e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno.

In questo modo si vuole diminuire il costo per il datore di lavoro che si troverebbe nell’impossibilità di impiegare in modo proficuo il disabile durante il periodo di attuazione del progetto.

Se gli interventi individuati nel progetto di reinserimento lavorativo personalizzato non sono attuati per immotivato unilaterale recesso del datore di lavoro, quest'ultimo è tenuto a restituire all'Inail l'intero importo del rimborso.

Per l’attuazione della norma occorrerà un decreto ministeriale. 

Le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori (comparativamente più rappresentative sul piano nazionale), i patronati, gli enti bilaterali e le associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, possono presentare all’Inail progetti di formazione e informazione rivolti a lavoratori e datori di lavoro in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, finanziati dall’Istituto nei limiti e con le modalità dallo stesso stabiliti.

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