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BENEFICI CONTRIBUTIVI PER L’ASSUNZIONE DI PERSONE DETENUTE O INTERNATE

Istruzioni Inps

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: assunzioni,   detenuti,   internati

A quasi 5 anni dall’emanazione del Dm 148/2014 l’Inps, su sollecitazione di Confcooperative, ha emanato le istruzioni operative (circolare n. 27 del 15-2-2019) per la fruizione dei benefici contributivi spettanti alle cooperative sociali che assumono persone detenute o internate. 

La circolare ha il pregio di fornire un quadro normativo, piuttosto complesso, per la cui lettura il lungo tempo trascorso non aiuta.

Come noto fin dalla sua approvazione la Legge 381/1991 comprendeva tra le persone considerate svantaggiate ai fini lavorativi i “detenuti”.

Pochi anni dopo, in piena emergenza carceri, fu approvata la legge 193/2000 (Legge “Smuraglia”) per promuovere l’attività lavorativa dei detenuti, con la quale è stata introdotta un’agevolazione contributiva in favore dei datori di lavoro che impiegano persone detenute o internate, anche ammesse al lavoro esterno, e ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari.

La legge 193 ha anche modificato l’articolo 4 della legge n. 381/1991[1], includendo, tra le persone svantaggiate che possono essere assunte dalle cooperative sociali, anche gli ex degenti di istituti psichiatrici giudiziari, i detenuti e gli internati negli istituti penitenziari, nonché i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno.

Una ulteriore novità è stata l’introduzione, sempre nell’articolo 4, del comma 3-bis, in base al quale l’assunzione delle persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari, condannate e internate ammesse al lavoro esterno ex art. 21 L. 354/75) comporta una riduzione dell’aliquota contributiva dovuta nella misura stabilita ogni due anni con apposito decreto e che l’agevolazione si applica anche durante i mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo. Per i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione ex art. 47, 47 bis, 47 ter e 48 della Legge 354/75 si applica l’azzeramento dell’aliquota contributiva, come per la generalità dei soggetti svantaggiati inclusi nel  comma 1 dello stesso articolo 4. Si tratta di una norma in parziale discontinuità rispetto all’impianto originale della legge: lo sgravio non è più al 100%, ma è definito periodicamente e continua per 6 mesi[2] dopo la cessazione dello stato di detenzione (attenzione in questo periodo le persone non possono più essere considerate “svantaggiate” ai fini del computo del 30% di cui al comma 2 articolo 4 Legge 381).

Per inciso ricordiamo che l’articolo 2 della legge n. 193/2000 ha esteso l’agevolazione appena descritta anche alle aziende pubbliche e private che organizzino attività produttive e di servizi all’interno degli istituti penitenziari impiegando persone detenute e internate. 

Il decreto interministeriale 9-11-2001 aveva fissato la riduzione contributiva all’80% dei contributi totali.

Il decreto n. 148/2014 ha innalzato al 95% la misura della riduzione contributiva spettante a fronte delle retribuzioni corrisposte ai detenuti e internati, agli ex degenti degli ospedali psichiatrici giudiziari e ai condannati ed internati ammessi al lavoro all’esterno. 

I destinatari del beneficio rimangono quelli previsti dalla Legge 193/2000:

  • cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, che assumono persone detenute e internate negli istituti penitenziari o persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari;
  • aziende pubbliche e private che, organizzando attività di produzione o di servizio all’interno degli istituti penitenziari, impiegano persone detenute e internate.

Solo le cooperative sociali possono fruire del beneficio per i lavoratori occupati per attività svolta al di fuori dell’istituto penitenziario. 

Per accedere al beneficio, le cooperative sociali e gli altri datori di lavoro devono sottoscrivere una convenzione con l’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica (articolo 20 L 354/1975 modificato da articolo 5, comma 2, legge n. 193/2000) che disciplina oggetto e condizioni di svolgimento dell’attività lavorativa, della formazione e il trattamento retributivo. 

Lavoratori per i quali spetta lo sgravio contributivo sono i seguenti:

  1. detenuti e internati negli istituti penitenziari;
  2. ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, oggi REMS[3];
  3. condannati e internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 354/1975 e successive modificazioni.

 

L’elencazione della circolare può ingenerare qualche confusione in quanto sono elencate tutte le categorie di svantaggiati “in ambito carcerario. Per alcune di queste categorie lo sgravio è al 100% per le altre, quelle individuate dalla Legge 193, lo sgravio è al 95%. Nella tabella che segue sono indicate tutte le categorie di persone svantaggiate suddivise nei due gruppi.

In merito agli ex degenti in ospedali psichiatrici ci sembra corretto mantenere nella colonna 1 con sgravio al 100% coloro che provengono da ospedali non giudiziari. 

Sgravio 100%

Sgravio 95%

  • invalidi fisici, psichici e sensoriali
  • ex degenti di ospedali psichiatrici, non giudiziari
  • soggetti in trattamento psichiatrico
  • tossicodipendenti
  • alcolisti
  • minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare
  • condannati e internati ammessi alle misure alternative ex artt. 47, 47 bis, 47 ter, 48)

· persone detenute o internate negli istituti penitenziari

· ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari

· persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni

 

La circolare precisa che le cooperative sociali per le altre persone svantaggiate continuano a beneficiare dell’azzeramento delle aliquote contributive. 

I datori di lavoro privati e le aziende pubbliche che assumono condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione - come ad esempio per chi si trova agli arresti domiciliari - non possono accedere al beneficio (risoluzione n. 144 del 30-6-2003 dell’Agenzia delle Entrate). 

La gamma dei rapporti agevolati è ampia.

Lo sgravio contributivo spetta per le assunzioni con contratto di lavoro

  • a tempo determinato
  • a tempo indeterminato, anche a tempo parziale
  • di apprendistato
  • intermittenti
  • in somministrazione

Lo sgravio non spetta invece per i rapporti di lavoro domestico. 

Come si diceva la misura dell’agevolazione è pari al 95% dell’aliquota contributiva complessivamente dovuta quindi sia l’aliquota a carico del datore di lavoro sia del lavoratore, calcolata sulla retribuzione corrisposta al lavoratore.

La nuova percentuale di sgravio del 95% decorre dall’anno 2013 e si applica fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale in materia.

Inoltre, il beneficio deve essere determinato al netto delle misure compensative eventualmente spettanti. 

Non sono oggetto di sgravio il contributo:

a)     ove dovuto, al Fondo per l’erogazione del Tfr;

b)     ove dovuto, al Fis e ai fondi di solidarietà contrattuali;

c)      dello 0,30% (integrativo NASpI), per fondi interprofessionali.

Sono, inoltre, escluse dall’applicazione dell’esonero le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento, ossia:

(a)    il contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R. (istituto peraltro ormai non più operativo);

(b)    il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria;

(c)    il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo. 

Il contributo aggiuntivo IVS, previsto dall’articolo 3, comma 15, della legge n. 297/1982 e destinato al finanziamento dell’incremento delle aliquote contributive del Fpld dello 0,50% rientra nell’ambito di applicazione dell’agevolazione.

In particolare, in considerazione del fatto che il comma 16 dell’articolo 3 sopra citato prevede l’abbattimento della quota annua del trattamento di fine rapporto in misura pari al predetto incremento contributivo, una volta applicato l’esonero dal versamento del contributo aggiuntivo IVS, il datore di lavoro non dovrà operare l’abbattimento della quota annua del trattamento di fine rapporto del lavoratore ovvero potrà effettuare detto abbattimento in misura pari alla quota del contributo esclusa dalla fruizione dell’agevolazione contributiva. 

Il beneficio spetta per la durata del rapporto fintanto che i lavoratori si trovano nella condizione di detenuti e internati.

Come detto sopra il beneficio è fruibile anche per un periodo successivo a quello successivo alla cessazione dello stato di detenzione. Fino al 19-8-2013 il prolungamento del beneficio era di 6 mesi. Dopo tale data è scattato l’aumento del periodo previsto dal Dl n. 78/2013:

  • 18 mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo, a condizione che l’assunzione del detenuto e internato sia avvenuta mentre lo stesso era ammesso al regime di semilibertà o al lavoro esterno.
  • 24 mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo, se l’assunzione è avvenuta mentre il lavoratore è in regime di restrizione.

Il prolungamento del beneficio si applica solo ai rapporti incentivati in cui le cessazioni dello stato detentivo siano intervenute a partire dal 20-8-2013. In tali casi la riduzione contributiva spetterà nella misura dell’80% fino al 5-11-2014, giorno antecedente l’entrata in vigore del decreto n. 148/2014. Dal 6-11-2014 la riduzione contributiva spetterà nella misura del 95%.

Per le cessazioni avvenute fino al 19-8-2013 l’incentivo opera per ulteriori 6 mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo. 

Il beneficio è riconosciuto nei limiti delle risorse stanziate con diversi provvedimenti in riferimento a ogni singolo anno:

  • 8.045.284 euro per l’anno 2013,
  • 4.045.284 euro per l’anno 2014,
  • 3.906.500,00 euro per l’anno 2015,
  • 3.717.390,21 euro per l’anno 2016,
  • 3.717.390,21 euro per l’anno 2017,
  • 5.211.872,03 euro per l’anno 2018,
  • 5.989.867,21 euro per l’anno 2019.

La circolare richiama poi le condizioni di spettanza dello sgravio.

  • adempimento degli obblighi contributivi;
  • osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
  • rispetto degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali. 

Per questo beneficio invece non operano i limiti previsto dall’articolo 31 del Dlgs 150/2015 salvo quanto stabilito dal comma 3 relativo all’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti all’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione (la perdita dell’incentivo è relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione).

 Coordinamento con altri incentivi.

Se vi sono i presupposti di applicazione dell’incentivo previsto per l’assunzione di detenuti e internati e di incentivi previsti da altre disposizioni di legge sotto forma di riduzione contributiva in senso stretto, il datore di lavoro non può fruire, per il medesimo lavoratore, di entrambi i benefici, ma, ricorrendone i presupposti di legge, è sua facoltà decidere quale incentivo applicare.

Realisticamente l’unico incentivo “concorrenziale” è quello per le altre persone svantaggiate (che anno lo sgravio al 100% rispetto al 95% dei detenuti).

Una volta effettuata la scelta dello specifico regime agevolato (la circolare precisa “mediante comportamenti univoci” riteniamo quindi senza dover effettuare comunicazioni non sarà possibile applicarne un altro. 

L’agevolazione contributiva per l’assunzione dei lavoratori detenuti e internati è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali si ricordano i seguenti:

a)     incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI di cui all’articolo 2, comma 10-bis, della legge 28 giugno 2012, n. 92, pari, a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 24, comma 3, del decreto legislativo n. 150/2015 (cfr. la circolare n. 194/2015), al 20 per cento dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto per la durata residua del trattamento;

b)     incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili di cui all’articolo 13, della legge 12 marzo 1999, n. 68, come modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151.

Per questi incentivi è necessario, ovviamente, che ricorrano tutti i requisiti previsti per la singola fattispecie.

L’ulteriore beneficio economico eventualmente spettante potrà essere fruito solo fino al limite massimo della contribuzione effettivamente dovuta. 

Riportiamo di seguito i punti 9 e 10 della circolare che contengono le istruzioni operative per l’esposizione del beneficio su Uniemens e Dmag e per il recupero degli arretrati. 

Le domande per il recupero dei periodi pregressi dal 2013 al 2018 potranno essere trasmesse dal 15-2- 2019 (trattandosi di periodi ormai passati per questi l’ordine di priorità nell’ammissione sarà rappresentato dalla data in cui è stato assunto il lavoratore).

Le domande per il 2019 potranno essere trasmesse non prima del 18-3-2019, solo dopo che l’INPS avrà terminato l’elaborazione delle domande per i periodi pregressi di cui al punto sopra.

La domanda deve essere inviata non appena possibile visto che ai fini dell’ammissione, in presenza di risorse scarse, rileverà l’ordine cronologico di presentazione delle stesse. La domanda dovrà essere presentata per ogni singolo anno e quindi ripresentata negli anni successivi in relazione a contratti ancora in corso per i quali il beneficio è stato riconosciuto in anni precedenti.

A fronte dell’accettazione delle domande l’INPS provvederà a rilasciare i rispettivi codici di autorizzazione al beneficio con riferimento sia ai datori di lavoro che operano con sistema Uniemens sia ai datori di lavoro agricolo che operano tramite DMAG. 

9. Procedimento di ammissione allo sgravio contributivo. Adempimenti dei datori di lavoro

Ai fini dell’ammissione allo sgravio, si illustra di seguito il relativo procedimento.

9.1 Recupero del beneficio per periodi pregressi dal 2013 al 2018

Il datore di lavoro, per ogni rapporto di lavoro instaurato, deve inoltrare all’INPS una domanda di ammissione allo sgravio, indicando:

  • il codice della comunicazione obbligatoria;
  • i dati identificativi del lavoratore per il quale viene chiesta l’agevolazione contributiva;
  • gli estremi della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria;
  • la tipologia di rapporto di lavoro instaurato;
  • l’eventuale data di cessazione dello stato detentivo, nell’ipotesi di beneficio riferito al periodo successivo alla cessazione della detenzione;
  • la retribuzione corrisposta e l’importo del beneficio spettante, riferiti a ogni singolo anno e suddivisi nella percentuale dell’80 per cento e dell’ulteriore 15 per cento;
  • l’eventuale fruizione dell’incentivo nella misura dell’80 per cento.

La domanda deve essere inoltrata esclusivamente avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI-arr”, all’interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.

Le domande potranno essere trasmesse dal giorno della pubblicazione della presente circolare. Trascorsi trenta giorni da tale data, verrà effettuata un’elaborazione cumulativa delle richieste di riconoscimento dell’agevolazione inviate e le stesse verranno definite secondo le regole di seguito descritte.

I datori di lavoro, per i rapporti di lavoro ricadenti nel periodo 2013-2018, dovranno trasmettere l’istanza di ammissione anche se già autorizzati dalla Struttura territoriale competente e anche se hanno già effettuato il recupero del beneficio nelle denunce mensili o, nel caso di datori di lavoro che operano con il sistema DMAG, hanno fruito del beneficio tramite l’utilizzo dell’apposito codice Tipo Contratto 076.

I sistemi informativi dell’Istituto, effettuati alcuni controlli circa i requisiti di spettanza dell’incentivo [8], provvederanno a definire le domande pervenute nei termini indicati, attribuendo alle stesse un esito positivo o negativo; l’esito è visualizzabile all’interno della procedura, in calce al modulo trasmesso.

In considerazione del fatto che la stipula della convenzione con l’amministrazione penitenziaria rappresenta un requisito essenziale per accedere al beneficio, nella fase di autorizzazione al recupero dei periodi pregressi, sarà effettuato un controllo preliminare delle aziende che hanno effettivamente sottoscritto la convenzione: i sistemi informatici, sulla base dei dati forniti all’Istituto dal Ministero della Giustizia, verificheranno che il datore di lavoro richiedente abbia sottoscritto la prevista convenzione.

Nell’ipotesi in cui il codice fiscale del richiedente non risulti inserito tra quelli comunicati dal Ministero della Giustizia, l’istanza potrà essere comunque inoltrata, ma l’Istituto avvierà l’attività di verifica volta ad accertare l’esistenza della convenzione; l’inesistenza della convenzione comporterà la revoca del beneficio eventualmente riconosciuto, nonché l’applicazione delle disposizioni di legge per le ipotesi di rilascio di dichiarazioni false.

Dell’avvenuta definizione cumulativa delle istanze presentate verrà dato avviso mediante apposita comunicazione sul sito internet dell’Istituto; i datori di lavoro potranno visualizzare l’esito assegnato e l’importo del beneficio concesso accedendo alle singole istanze trasmesse.

In caso di insufficienza delle risorse, in considerazione del fatto che la modifica normativa è intervenuta con efficacia retroattiva, l’ordine di priorità nell’accesso al beneficio sarà rappresentato dalla data evento - assunzione, proroga o trasformazione a tempo indeterminato – riferita alla singola richiesta.

L’ammissione, in ogni caso, avverrà solo in presenza della totale copertura economica del beneficio spettante in riferimento al singolo anno richiesto e non oltre il 31 dicembre dell’anno di pertinenza.

Successivamente all’elaborazione cumulativa delle istanze, le eventuali richieste di agevolazione inviate dai datori di lavoro interessati verranno elaborate dalle procedure informatiche dell’Istituto in base all’ordine di invio e saranno accolte solo se risulteranno ancora disponibili le relative risorse.

I datori di lavoro ammessi al beneficio potranno fruirne mediante conguaglio nelle denunce contributive (Uniemens o DMAG, per gli operai agricoli), secondo le indicazioni contenute nel successivo paragrafo 10.

9.2 Richieste di beneficio per l’anno corrente e successivi

L’articolo 8, comma 5, del decreto n. 148/2014 prevede espressamente che “Le agevolazioni contributive di cui al presente articolo sono riconosciute dall’INPS in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande da parte dei datori di lavoro a cui l’Istituto attribuisce un numero di protocollo informatico, ai fini del rispetto delle risorse stanziate”.

Quindi, a decorrere dall’annualità 2019, secondo le linee guida concordate con il Ministero della Giustizia, i datori di lavoro che vorranno accedere allo sgravio contributivo dovranno presentare ogni anno apposita istanza all’Istituto, anche in relazione a rapporti di lavoro e lavoratori per i quali siano già stati autorizzati con riferimento ad anni precedenti.

L’autorizzazione, infatti, verrà rilasciata in base all’ordine di presentazione della richiesta, subordinatamente alla verifica della disponibilità di risorse.

A tal fine, i datori di lavoro invieranno una domanda di ammissione avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI”, all’interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.

Nel modulo sarà necessario indicare i seguenti dati:

  • il codice della comunicazione obbligatoria;
  • i dati identificativi del lavoratore per il quale viene chiesta l’agevolazione contributiva;
  • gli estremi della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria;
  • la tipologia di rapporto di lavoro instaurato;
  • l’eventuale data di cessazione dello stato detentivo, nell’ipotesi di beneficio riferito al periodo successivo alla cessazione della detenzione;
  • la retribuzione corrisposta o da corrispondere e l’importo del beneficio spettante.

I datori di lavoro verranno autorizzati in base all’ordine di presentazione dell’istanza, fino a disponibilità delle risorse economiche; a tal fine, all’interno della procedura “DiResCo- Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sarà possibile visualizzare gli importi residui riferiti all’anno in corso.

In considerazione del fatto che l’elaborazione delle istanze relative al periodo 2013-2018 avverrà cumulativamente trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione della presente circolare e che le istanze di proroga e trasformazione a tempo indeterminato potranno essere accolte solo se risulta regolarmente trasmesso il modulo relativo all’assunzione a tempo determinato che ne costituisce il presupposto logico e giuridico, al fine di evitare il rigetto delle istanze per mancata elaborazione dei moduli, le istanze relative all’anno 2019 verranno elaborate dopo quelle relative agli anni 2013-2018, sempre rispettando l’ordine di presentazione della richiesta.

9.3 Attribuzione del codice di autorizzazione “4V” per datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens

Le posizioni contributive relative ai datori di lavoro aventi titolo allo sgravio continueranno a essere contraddistinte dal codice di autorizzazione “4V”, che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, assume il nuovo significato di “Datore di lavoro ammesso all’incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014”.

Il codice di autorizzazione sarà attribuito automaticamente dai sistemi informativi centrali alle posizioni aziendali autorizzate e avrà validità annuale, dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Per il recupero degli arretrati riferiti al periodo 2013-2018, invece, il codice di autorizzazione verrà attribuito o confermato solo per il periodo autorizzato.

Nell’ipotesi in cui l’operatore della Struttura territoriale, dietro richiesta del datore di lavoro interessato o dopo aver verificato la mancanza dei presupposti legittimanti, dovesse annullare la conferma dell’istanza, dovrà provvedere anche a effettuare l’eliminazione o la modifica della decorrenza del codice di autorizzazione.

9.4 Attribuzione dei codici di autorizzazione per datori di lavoro che operano con il sistema DMAG

Per i datori di lavoro agricoli che operano con il sistema DMAG, contestualmente all’attribuzione dell’esito positivo al modulo di conferma, saranno attribuiti automaticamente dai sistemi informativi centrali, sulla posizione anagrafica aziendale, i seguenti Codici di autorizzazione (CA) aventi i relativi significati.

Per i periodi riferiti agli anni 2013-2018:

•V3 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2013”;

•V4 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2014”;

•V5 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2015”;

•V6 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2016”;

•V7 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2017”;

•V8 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2018”.

I suindicati CA potranno essere utilizzati, in unica soluzione nella denuncia DMAG (cfr. il successivo paragrafo 10), per il recupero dell’intero importo spettante per ciascuno degli anni pregressi. 

Una volta utilizzati, non potranno più essere valorizzati nella denuncia trimestrale DMAG.

Per l’anno 2019 e gli anni successivi sarà attribuito il seguente Codice di autorizzazione:

  • VX “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014”.

Il suddetto CA (VX) avrà validità annuale - dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Nell’ipotesi in cui l’operatore della Struttura territoriale, su richiesta del datore di lavoro interessato o dopo aver verificato la mancanza dei presupposti legittimanti, dovesse annullare la conferma dell’istanza, dovrà provvedere anche a effettuare l’eliminazione del codice di autorizzazione attribuito automaticamente sulla posizione anagrafica aziendale dell’Archivio Aziende Agricole.

 

10. Indicazioni per la fruizione del beneficio contributivo

10.1 Datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens

Ai fini del recupero del beneficio, i datori di lavoro continueranno a esporre nel flusso Uniemens i lavoratori per i quali spetta l’agevolazione contributiva valorizzando, nella sezione <DenunciaIndividuale>, nell’elemento <TipoContribuzione> il codice “79”, che conserva il significato di “Lavoratori ammessi ai benefici ex lege n. 193/2000”, ma che, a partire dalla denuncia di competenza marzo 2019, verrà adeguato, nel calcolo, alla percentuale del 95 per cento prevista nel decreto interministeriale n. 148/2014.

Nell’elemento <Contributo> deve essere indicata la contribuzione ridotta calcolata sull’imponibile previdenziale del mese.

Per il recupero degli arretrati riferiti all’annualità 2019, i datori di lavoro autorizzati esporranno nel flusso Uniemens, nell’elemento <AltreACredito> <CausaleACredito> il nuovo codice causale “R667” avente il significato di “Beneficio contributivo detenuti e internati, Legge n.193/2000 – recupero arretrati 2019 -” e nell’elemento <ImportoACredito> l’importo da recuperare.

Si sottolinea che la valorizzazione del predetto elemento potrà essere effettuata esclusivamente nei mesi di competenza marzo, aprile e maggio 2019.

Nel caso in cui debbano restituire importi non spettanti, i datori di lavoro valorizzeranno all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <AltreADebito>, i seguenti elementi:

  • nell’elemento <CausaleADebito> dovrà essere inserito il codice causale “M318” avente il significato di “Restituzione esonero contributivo detenuti e internati, Legge n.193/2000”.
  • nell’elemento <ImportoADebito>, dovrà essere indicato l’importo da restituire.

Per il recupero degli arretrati riferiti agli anni 2013,2014,2015,2016,2017 e 2018, i datori di lavoro autorizzati esporranno nel flusso Uniemens, nell’elemento <AltreACredito> <CausaleACredito> il nuovo codice causale “R666” avente il significato di “Esonero contributivo detenuti e internati, Legge n.193/2000 – recupero anni 2013-2018 -” e nell’elemento <ImportoACredito> l’importo da recuperare.

Si sottolinea che la valorizzazione del predetto elemento potrà essere effettuata esclusivamente nei mesi di competenza marzo, aprile e maggio 2019.

I datori di lavoro che hanno già effettuato conguagli nelle denunce contributive del periodo considerato (gennaio 2013-dicembre 2018), avranno cura di recuperare solo l’eventuale differenza tra quanto autorizzato e quanto già conguagliato.

Nel caso in cui debbano restituire importi non spettanti, i datori di lavoro valorizzeranno all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <AltreADebito>, i seguenti elementi:

  • nell’ elemento <CausaleADebito> dovrà essere inserito il codice causale “M318” avente il significato di “Restituzione esonero contributivo detenuti e internati, Legge n.193/2000”.
  • nell’elemento <ImportoADebito>, dovrà essere indicato l’importo da restituire.

Le aziende sospese o cessate che devono recuperare importi non fruiti, dovranno utilizzare la procedura di regolarizzazione, esponendo nella denuncia relativa all’ultimo mese di attività il codice “R666” per il recupero degli arretrati relativi al periodo 2013-2018 e il codice “R667” per il recupero dell’agevolazione relativa all’anno 2019.

10.2 Datori di lavoro agricoli che operano con il sistema DMAG

A seguito dell’ammissione al beneficio, i datori di lavoro agricoli potranno beneficiare dell’incentivo a decorrere dalla denuncia di competenza primo trimestre 2019.

A tal fine, successivamente all’automatica attribuzione sulla posizione anagrafica aziendale del/dei Codice/i di autorizzazione di cui al precedente paragrafo 9.4, il datore di lavoro per usufruire del beneficio dovrà attenersi alle seguenti istruzioni.

  • Recupero arretrati anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018

Per il recupero degli arretrati il datore di lavoro dovrà presentare una denuncia DMAG di variazione (V), di competenza di uno dei trimestri nel quale sia stato denunciato il lavoratore agevolato, indicando:

  • per il Tipo Retribuzione, il valore Y
  • nel campo CODAGIO, in base all’anno per il quale è stato ammesso al beneficio, il CA:

“V3” per l’anno 2013;

“V4” per l’anno 2014;

“V5” per l’anno 2015;

“V6” per l’anno 2016;

“V7” per l’anno 2017;

“V8” per l’anno 2018.

  • nel campo della retribuzione, l'importo dell'incentivo autorizzato a recuperare.

Come già indicato al precedente paragrafo 9.4, si precisa che il recupero degli importi d’incentivo spettanti per gli anni pregressi al 2019 dovrà avvenire in unica soluzione. Una volta utilizzato, il CA (V3-V4-V5-V6-V7-V8) non sarà più disponibile.

L’importo indicato a titolo d’incentivo sarà detratto, in sede di tariffazione, dalla contribuzione dovuta complessivamente dall’azienda. Eventuali eccedenze derivanti dall’operazione suddetta potranno essere portate in compensazione su contributi anche futuri. In tal caso il datore di lavoro ammesso all’incentivo straordinario dovrà, pertanto, presentare istanza telematica di compensazione specificando, nel campo note, che si tratta di “Incentivo per assunzione lavoratori detenuti/internati”.

  • Per l’anno 2019 e seguenti

Il datore di lavoro allo scopo di poter usufruire del beneficio, nel flusso di denuncia trimestrale per il lavoratore agevolato, dovrà obbligatoriamente indicare, oltre ai consueti dati retributivi, per lo stesso trimestre:

  • per il Tipo Retribuzione, il valore “Y”;
  • nel campo CODAGIO, il valore “VX”.

Nel campo “retribuzione” non deve essere inserito alcun importo. Lo sgravio del 95 per cento dell’aliquota contributiva complessivamente dovuta (quota a carico del datore di lavoro e del lavoratore), calcolata sulla retribuzione corrisposta al lavoratore, sarà applicato in sede di tariffazione.

La denuncia DMAG contenente l'agevolazione in esame sarà sottoposta, nella fase della trasmissione telematica, ad una verifica di coerenza tra i dati contenuti nella denuncia stessa e quelli della domanda di ammissione al beneficio.

L’attribuzione dei citati codici di autorizzazione sarà consultabile, da parte del datore di lavoro, attraverso la specifica funzionalità “Codice autorizzazione” presente nella sezione “Dati Azienda”del Cassetto previdenziale Aziende agricole.

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[1]          Articolo 4 - Persone svantaggiate - aliquote contributive
1. Nelle cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall'articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni.

                    2. Le persone svantaggiate di cui al comma 1 devono costituire almeno il trenta per cento dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della cooperativa stessa. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza.

                    3. Le aliquote complessive della contribuzione per l'assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale dovute dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiate di cui al presente articolo, con l'eccezione delle persone di cui al comma 3 bis, sono ridotte a zero.

                    3 bis. Le aliquote di cui al comma 3, dovute dalle cooperative sociali relativamente alle retribuzioni corrisposte alle persone detenute o internate negli istituti penitenziari, agli ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e alle persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, sono ridotte nella misura percentuale individuata ogni due anni con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Gli sgravi contributivi di cui al presente comma si applicano  per  un  periodo successivo alla cessazione dello stato di detenzione di diciotto mesi per i detenuti  ed  internati  che  hanno  beneficiato di misure alternative  alla  detenzione  o  del  lavoro  all'esterno  ai  sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975,  n.  354, e successive modificazioni, e di ventiquattro mesi per i detenuti ed internati che non ne hanno beneficiato.

[2]          L’articolo 3bis, comma 1, del Dl 78/2013 ha ampliato la durata del beneficio ai 18 e 24 mesi susseguenti alla cessazione dello stato detentivo.

[3]          Riportiamo la nota dell’Inps. Per quanto il decreto faccia ancora riferimento agli ospedali psichiatrici, è bene ricordare che il decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, aveva disposto all'articolo 3-ter la chiusura delle strutture a far data dal 31 marzo 2013; con il decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, convertito dalla legge 30 maggio 2014, n. 81, è stata disposta la loro chiusura definitiva a far data dal 31 marzo 2015. Dopo la chiusura, tali strutture sono state sostituite dalle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS).

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