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DISTACCO DI APPRENDISTI

Dal Ministero del Lavoro risposta positiva ma a determinate condizioni

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: apprendista,   distacco

Il Ministero del lavoro, con nota n. 1118 del 17-1-2019, ha fornito indicazioni sulla possibilità di distaccare apprendisti presso un altro datore di lavoro. La risposta è positiva a determinate condizioni.

Ovviamente il presupposto è che il distacco sia genuino e cioè che vi sia un interesse vero del distaccante, sia temporaneo, vi sia un tutor ecc.

La nota non accenna all’apprendistato per le persone titolari di un trattamento di disoccupazione non agricola o, in via residuale, di mobilità ordinaria. A nostro avviso il distacco è possibile anche in questi casi. 

Il primo vincolo posto dal Ministero è che la previsione del distacco sia contenuta nel piano formativo dell’apprendista. Non si tratta di una banalità perché non sempre questo è possibile nella fase preassuntiva del giovane.

Secondo alcuni è possibile che il progetto sia aggiornato nel corso dell’apprendistato.

Da qui in avanti sarà possibile inserire nel progetto un generico richiamo al distacco (ovviamente soltanto nei progetti che  hanno una possibilità teorica di sfociare in un distacco).

Il distacco di personale disciplinato, essenzialmente, dall’art. 30 del decreto legislativo n. 276/2003, è uno strumento di flessibilità legale correlata al rapporto di lavoro che, con particolare frequenza, laddove instaurato, richiama l’attenzione degli organi di vigilanza a causa del confine, abbastanza tenue, che, talora, lo separa dalla somministrazione illecita di personale.

 Il Legislatore ne ha previsto la fattibilità in presenza di due condizioni essenziali, puntualmente declinate sia dalla prassi amministrativa, che dalla giurisprudenza, che dalla dottrina: la temporaneità e l’interesse del datore di lavoro “distaccante”, la cui esistenza, peraltro, si presume nelle imprese appartenenti allo stesso gruppo e nelle aziende che hanno stipulato un contratto di rete. 

La temporaneità non postula, necessariamente, un termine finale più o meno breve ma è strettamente correlata alla permanenza dell’interesse del distaccante che deve essere concreto (ossia, deve essere attinente con le sue linee produttive, commerciali od amministrative), rilevante (ossia, non di “mera” facciata o estremamente secondario), durevole (ossia, deve persistere per tutta la durata del distacco durante il quale il lavoratore distaccato deve svolgere l’attività alla base della motivazione richiamata).

Il Ministero si premura anche che sia garantita la formazione dell’apprendista. Non sembra un tema di complicazione considerato che spesso il distacco è pensato proprio per dare una formazione più completa all’apprendista. Questo aspetto assume maggiore delicatezza quando si tratta di apprendistato di 1° e 3° livello che son collegati a istituzione scolastiche e universitarie.

Sulla presenza del tutor, che la nota richiama come essenziale, viene data anche una soluzione interessante. Se non è possibile il distacco del tutor è possibile prevedere, nel piano formativo, l’indicazione di un referente aziendale nella sede del distaccatario che si relazioni con il tutor per consentire la piena e regolare  attuazione del piano formativo e lo sviluppo delle capacità professionali e personali dell’apprendista. 

Da ultimo viene disposto che il distacco non coincida con l’intera durata dell’apprendistato anche per evitare che l’intera attività formativa sia delegata a un’impresa terza.

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