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DETASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO

Risposta a interpello: periodo congruo e definizione degli obiettivi incrementali

Categorie: Lavoro e Previdenza

Tags: detassazione,   premio di risultato

L’Agenzia delle entrate risponde a un interpello (n. 2015 del 25-6-2019) in materia di detassazione di premi di risultato.

L’antefatto presentato dall’azienda è molto complicato e di poca utilità generale.

Il dato che qui interessa è il seguente.

L’impresa interpellante ha sottoscritto un accordo sindacale il 26-11-2018 col quale veniva istituito un premio di risultato per l'anno 2018.

Questa la sintesi dell’accordo, per la parte che qui interessa.

Il Premio di Risultato, variabile e non determinabile a priori, ma solo dopo la consuntivazione dei risultati e la verifica del raggiungimento dell'obiettivo previsto, è strutturato sulla base dell'indicatore della misura di risultato dell'EBITDA consuntivato da "ALFA" nell'anno 2018, rispetto al dato previsionale di Budget, pari a 137,5 milioni di euro (di seguito "Obiettivo"), che risulta incrementale rispetto al valore raggiunto nell'anno 2017.

Il Premio di Risultato viene riconosciuto solo qualora sia conseguito più dell'80% dell'Obiettivo ed è attribuito per un importo lordo massimo pari ad euro 2.800,00 calcolato come segue: 

% raggiungimento Obiettivo

% Premio attribuita

<=80%

0%

>80%<=90%

50%

>90%<100%

80%

>=100%

100%

 

Nell’interpello la società afferma che il risultato è stato integralmente raggiunto e che tale risultato è superiore a quello dell’anno 2017.

Il parere dell'Agenzia delle entrate desta perplessità e preoccupazioni.

Esaurite tutte le premesse viene citato il comma 2 dell'articolo 2 del decreto 25-3-2016, nel quale si stabilisce che i contratti collettivi aziendali o territoriali "devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione … rispetto ad un periodo congruo definito dall'accordo, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati". 

L’Agenzia ribadisce (in linea con la propria circolare 5/E del 29-3-2018) che solo al termine del periodo previsto dal contratto (cd. periodo congruo), ovvero di maturazione del premio, deve essere verificato un incremento di produttività, redditività ecc., costituente il presupposto per l'applicazione del regime agevolato.

La durata del "periodo congruo" è rimessa alla contrattazione di secondo livello e può essere indifferentemente annuale, infrannuale o ultrannuale dal momento che ciò che rileva è che il risultato conseguito dall'azienda in tale periodo sia misurabile e risulti migliore rispetto al risultato antecedente l'inizio del periodo stesso.

Non è, pertanto, sufficiente che l'obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto, dal momento che è, altresì, necessario che il risultato conseguito dall'azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l'inizio del periodo di maturazione del premio.

In vero molti commentatori avevano pensato che il “periodo congruo” fosse quello antecedente

La citata circolare 5/E aveva comunque chiarito che il risultato precedente può essere costituito dal livello di produzione del semestre o dell’anno o anche del triennio precedente il semestre considerato, purché si tratti di un dato precedente a quest’ultimo e non un dato remoto, non idoneo a rilevare un incremento attuale di produzione.

Questo chiarimento è in linea con quanto già sapevamo: il contratto collettivo può determinare liberamente sia il periodo nel quale misurare il risultato (semestre, anno ecc) sia quello di confronto (semestre, anno, triennio… precedente) purché quest’ultimo non sia troppo remoto.

In genere i contratti prevedono un premio in ragione di risultati annui (spesso collegato al bilancio) da confrontare con quelli raggiunti nell’anno o nel biennio/triennio precedente (in quest’ultimo caso come media). 

Fatto questo richiamo a norme già conosciute, l’Agenzia pone un ulteriore tema: il risultato non deve essere conosciuto al momento della sottoscrizione dell’accordo (ricordiamo che l’accordo era stato sottoscritto il 26-11-2018 a valere per lo stesso 2018).

La funzione incentivante delle norme in esame, così come specificato anche nei richiamati documenti di prassi, in tanto può ritenersi assolta in quanto la maturazione del premio, e non solo la relativa erogazione, avvenga successivamente alla stipula del contratto, sulla base del raggiungimento degli obiettivi incrementali ivi previamente definiti e misurati nel periodo congruo anch'esso stabilito su base contrattuale. Pertanto, i criteri di misurazione devono essere determinati con ragionevole anticipo rispetto ad una eventuale produttività futura non ancora realizzatasi.

A parere dell’Agenzia questa condizione non è soddisfatta nel caso in esame in quanto i criteri sono stati individuati in prossimità della scadenza del termine del periodo rilevante per la misurazione del raggiungimento dell'incremento (2018).

Il 26-11-2018, sempre a parere dell’Agenzia, l'EBITDA per l'anno 2018 era in grandi linee già definito e quindi non appare ammissibile una determinazione 'postuma' o, come nel caso di specie, a ridosso del termine del periodo di maturazione del premio, in quanto i criteri di misurazione devono essere determinati con ragionevole anticipo rispetto ad una eventuale produttività futura non ancora realizzatasi. 

L’Agenzia va a riesumare ora, dopo oltre tre anni dall’emanazione della normativa in esame, i criteri di sana gestione che conosciamo dai tempi della decontribuzione quando l’Inps ammoniva che le erogazioni dovevano essere incerte nella corresponsione o nel loro ammontare.

Scusandoci per l’autocitazione, ricordiamo che nel commentare il decreto del 25-3-2016 da brave cassandre giuslavoriste scrivevamo: “È però opportuno che si mantengano il più possibile criteri rigorosi e che quindi i contratti che istituiscono il premio o gli accordi annuali di determinazione degli obiettivi di volta in volta fissati siano stipulati prima che le parti possano essere a conoscenza dei risultati.”

Questo però non risolve i problemi. Rimane infatti da capire quale sia il periodo di “ragionevole anticipo” entro il quale determinare i parametri del premio.

Dovrà essere certamente un momento nel quale non è ancora determinare i risultati, ma come spiegarlo all’Agenzia delle entrate se dovesse fare un accertamento?

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