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PROCEDURE NEGOZIATE PER BENI E SERVIZI INFUNGIBILI

Pubblicate da Anac le Linee Guida n. 8

Categorie: Ti segnaliamo

Tags: linee giuda,   ANAC

 Il 16 ottobre 2017 sono state pubblicate sul sito di Anac le Linee Guida n. 8 che disciplinano il ricorso da parte delle stazioni appaltanti alle procedure senza pubblicazione di un bando, di cui all’art. 63 del codice dei contratti,  per l’affidamento di servizi e forniture ritenuti infungibili e cone le quali l’Autorità ha ritenuto opportuno dare al mercato  indicazioni interpretative e operative puntuali circa:

·      le condizioni che debbono verificarsi affinché si possa legittimamente fare ricorso alle deroghe previste per i casi di infungibilità di beni e servizi (si tratta di beni e servizi considerati non sostituibili con nessun altro bene o servizio);

·      le procedure da seguire per l’accertamento di situazioni di infungibilità;

·      gli accorgimenti che le stazioni appaltanti devono adottare per evitare di trovarsi in situazioni di lock-in.

Giuridicamente i concetti di infungibilità ed esclusività non sono sinonimi. L’esclusiva attiene all’esistenza di privative industriali (brevetti), mentre un bene o servizio è infungibile se è l’unico che può garantire il soddisfacimento di un certo bisogno.

L’infungibilità può essere dovuta all’esistenza di privative industriali ovvero essere la conseguenza di scelte razionali del cliente o dei comportamenti del fornitore; l’effetto finale è comunque un restringimento della concorrenza, con condizioni di acquisto che potrebbero essere anche meno favorevoli per l’utente.

Non esiste una soluzione unica per prevenire e/o superare fenomeni di infungibilità, ma è necessario procedere caso per caso al fine di trovare soluzioni in grado di favorire la trasparenza, la non discriminazione e l’effettiva concorrenza nel mercato.

Al fine di prevenire le conseguenze negative derivanti da acquisti effettuati per beni o servizi ritenuti infungibili e/o fenomeni di lock-in e al fine di una corretta gestione degli affidamenti pubblici, le amministrazioni aggiudicatrici devono procedere a un’attenta programmazione e progettazione dei propri fabbisogni, che tenga conto oltre ai costi immediati anche di quelli futuri legati a elementi quali gli acquisti di materiali di consumo e di parti di ricambio, i costi per il cambio di fornitore e del ciclo di vita del prodotto.

Anac osserva  come, per l’acquisizione di beni o servizi, le stazioni appaltanti ricorrano spesso ad affidamenti mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara adducendo motivazioni legate all’esistenza di privative, all’infungibilità dei prodotti o servizi da acquistare, ai costi eccessivi che potrebbero derivare dal cambio di fornitore, ecc.

Si tratta di situazioni che caratterizzano diversi settori, tra cui, a titolo di esempio le acquisizioni di servizi e forniture informatiche, i servizi di manutenzione e gli acquisti di materiali di consumo per determinate forniture/macchinari.

Al fine di svolgere una corretta programmazione, l’Autorità suggerisce in particolare di:

·      individuare gli effettivi fabbisogni attraverso un’analisi dei processi interni e degli obiettivi da perseguire;

·      identificare la soluzione che appare preferibile, valutando tutti gli aspetti ad essa correlati (costi, benefici attesi, rischi, vincoli di varia natura).

L’Autorità consiglia alle stazioni appaltanti – in quelle situazioni in cui le stesse ritengono che un determinato bisogno possa essere soddisfatto unicamente mediante l’acquisizione di beni o servizi infungibili – di ricorrere alle consultazioni preliminari di mercato di cui all’art. 66 del codice, per verificare l’effettiva sussistenza di soluzioni alternative e – conseguentemente – evitare il ricorso delle procedure di cui all’art. 63, attraverso avviso pubblicato sul sito internet della stazione appaltante o consultando le piattaforme di acquisizione telematiche.

Le Linee Guida n. 8 provano quindi a suggerire alcune espedienti al fine di evitare il crearsi di particolari situazioni di lock in, prendendo in considerazione in particolare:

·      il ricorso ad affidamenti multi-sourcing: vengono individuati più aggiudicatari per la singola gara o per il singolo lotto, anche mediante il ricorso al contratto di accordo quadro;

·      l’affidamento mediante gare basate su standard e non su sistemi prioritari: alla base di questa soluzione vi à la necessità di garantire l’interoperabilità tra i sistemi e la possibilità di assicurare l’apertura dei sistemi informativi nonché la circolazione dei dati tra i sistemi stessi (mediante appunto l’emanazione di regole tecniche e di standard).

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