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CONTRIBUTI PER IL SETTORE DELL’APICULTURA

Domande entro l'11 novembre

Categorie: Bandi e Contributi

Tags: contributi,   apicultura

La Regione Emilia Romagna, con D.G.R. n. 1296/16, ha approvato l’avviso pubblico per la presentazione delle domande di contributo a valere sul Reg. UE 1308/13. Programma Triennale Miglioramento Produzione e Commercializzazione Prodotti Apicoltura 2017/2019.

Possono accedere ai finanziamenti nell’ambito delle azioni individuate nello stralcio annuale 2016/2017:

a)  gli apicoltori, gli imprenditori apistici, gli apicoltori professionisti, singoli, associati o riuniti in cooperativa che risultano essere:

- in regola con la denuncia degli alveari prevista dal Decreto 4 dicembre 2009 recante “Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale” (G.U. n. 93 del 22/04/2010) e sue disposizioni operative;

- in possesso di partita IVA agricola o combinata, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia;

- in possesso di un numero minimo di alveari censiti pari a 20;

- in regola con le norme igienico-sanitarie previste per i locali di lavorazione dei prodotti dell’alveare (Determinazione del Responsabile del Servizio Veterinario ed Igiene degli Alimenti n. 14738 del 13 novembre 2013 recante procedure per la registrazione e riconoscimento delle attività degli stabilimenti del settore alimentare, dei mangimi, dei sottoprodotti di origine animale (SOA), e della riproduzione animale), oppure, in alternativa, che dimostrino di operare secondo modalità ed in ambienti in regola con le norme igienico-sanitarie vigenti, se di terzi.

Una deroga per tale requisito, inoltre, potrà essere prevista nel caso in cui il richiedente svolga attività, a titolo prevalente, di allevamento a scopo commerciale di api regine e, pertanto, non dotato di specifico locale di lavorazione dei prodotti apistici;

b)  le forme associate: Organizzazioni di produttori del settore apistico, Associazioni di apicoltori e le loro Unioni, Federazioni, Società, Cooperative e Consorzi di tutela del settore apistico;

c)   Enti ed Istituti di ricerca, nonché l’Osservatorio Nazionale Miele e il CREA-API, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria - Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura.

Gli apicoltori singoli devono avere sede legale nella Regione Emilia-Romagna.

Le forme associate dovranno avere sede legale nella Regione Emilia-Romagna ed essere costituite da apicoltori, imprenditori apistici, apicoltori professionisti e l’attività economica prevalente deve essere costituita dall’attività apistica.

Le azioni previste dalle forme associate nell’ambito dei programmi di assistenza tecnica, lotta contro gli aggressori e le malattie dell'alveare, e di razionalizzazione della transumanza potranno essere realizzate anche a favore di soci che, pur non avendo sede legale in Emilia-Romagna, siano titolari nel territorio regionale di postazioni stanziali di apiari, debitamente censite; inoltre, al fine di attuare razionalmente e di potenziare l'attuazione delle misure di prevenzione sanitaria e di razionalizzazione della transumanza, gli interventi di sterilizzazione delle arnie e delle attrezzature apistiche, e di mappatura delle aree nettarifere e di georeferenziazione degli apiari potranno essere estesi anche a favore di soggetti non soci a condizione che essi abbiano sede legale nella Regione Emilia-Romagna e che gli interventi riguardino postazioni stanziali di apiari ubicati nel territorio regionale, debitamente censiti.

Per quanto riguarda, invece, le azioni a sostegno dei laboratori di analisi dei prodotti dell'apicoltura, considerata l’importanza di salvaguardare la salute del consumatore in relazione alla qualità e alla salubrità del prodotto immesso sul mercato, potranno essere ammesse a contributo - da parte delle forme associate aventi i predetti requisiti - anche le spese per le analisi qualitative dei prodotti apistici conferiti ad esse da parte di soci non aventi sede legale in Emilia-Romagna o postazioni stanziali di apiari nel territorio regionale.

Potranno beneficiare esclusivamente degli interventi previsti alle azioni b.4 (Sterilizzazione arnie e attrezzature apistiche) e d.3 (Analisi qualitative dei prodotti dell'apicoltura) per il tramite delle loro forme associate, anche gli apicoltori e gli imprenditori apistici che non sono in possesso della partita IVA - ed anche se in possesso di un numero di alveari inferiori a 20 purché gli alveari medesimi siano regolarmente censiti - ed in regola, se del caso, con le norme igienico-sanitarie previste per i locali di lavorazione dei prodotti dell’alveare.

Considerato che all’art. 6 del D.M. 25 marzo 2016 sono indicati alcuni criteri di rappresentatività per l’individuazione delle forme associate degli apicoltori che possono partecipare all’attuazione del Programma (fatta salva la normativa vigente in materia di Organizzazioni dei Produttori), si stabilisce che possono essere ammesse – relativamente agli interventi previsti nell’ambito della Misura A (Assistenza tecnica agli apicoltori e alle Organizzazioni di apicoltori: azioni da a.2 ad a4), della Misura B (azione b.4: sterilizzazione arnie e attrezzature apistiche), della Misura C (azione c.1: mappatura aree nettarifere e georeferenziazione degli apiari) e della Misura D (azione d.3: provvedimenti a sostegno dei laboratori di analisi dei prodotti dell'apicoltura) - le forme associate che annualmente:

- sono costituite da un numero minimo di soci apicoltori in possesso di Partiva IVA - agricola o combinata - pari a 50 (con sede aziendale in regione);

- posseggono o controllano un numero di alveari censiti pari almeno al 5% del patrimonio apistico regionale (riferito all’ultimo dato ufficiale disponibile).

In via del tutto eccezionale, il suddetto requisito del 5% del patrimonio apistico regionale potrà scendere fino alla soglia del 4% per cause di forza maggiore o circostanze eccezionali che abbiano determinato una riduzione significativa del patrimonio apistico posseduto o controllato da parte delle forme associate. Tali cause dovranno essere debitamente documentate da parte delle stesse forme associate.

Inoltre, esclusivamente per l'attuazione dell'azione c.1 relativa alla mappatura delle aree nettarifere e georeferenziazione degli apiari, coordinata dalla Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca, per la quale sussiste un interesse alla più ampia applicazione possibile a livello regionale, i suddetti criteri di rappresentatività non si applicano alle Associazioni dei produttori apistici.

Nelle ipotesi di produttori che risultino iscritti a più di una forma associata, il Rappresentante legale della stessa che presenti istanza di finanziamento dovrà rendere specifica dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nella quale deve essere riportato l’elenco dei soci interessati da doppia adesione ed indicato l’organismo associativo prescelto da ciascuno di essi per beneficiare indirettamente, degli aiuti richiesti. Si specifica, inoltre, che tali soci/associati, previo accordo da parte delle due forme associate, dovranno essere “conteggiati” una sola volta al fine della determinazione dei criteri di rappresentatività.

Resta inteso che i criteri di rappresentatività suddetti non costituiscono requisito per le forme associate che intendano attuare gli interventi previsti nell’ambito dell'azione a.6 (attrezzature per la conduzione dell'apiario, per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti dell'apicoltura), azione b.3 (Acquisto di arnie antivarroa con fondo a rete), azione c.2 (Acquisto attrezzature per l’esercizio del nomadismo) ed azione e.1 (Acquisto di sciami di api).

L'accesso al beneficio, da parte degli apicoltori, imprenditori apistici, apicoltori professionisti singoli o associati o riuniti in cooperativa per l'acquisto di arnie o attrezzature previste per la razionalizzazione della transumanza (sottoazioni c.2.1, c.2.2 e c.2.3), è subordinato e vincolato all'esercizio della pratica del nomadismo, secondo quanto disciplinato dal Regolamento regionale n. 18/1995, e dal Decreto 4 dicembre 2009 recante “Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale” e sue disposizioni operative.

Nel caso di nomadismo esercitato al di fuori del territorio regionale, l'accertamento delle nuove postazioni dovrà avvenire sulla base delle registrazioni effettuate nella Banca Dati Apistica nazionale o, se necessario, potrà essere esercitato in collaborazione con le Amministrazioni interessate.

Infine, potranno presentare domanda ai fini dell’accesso ai benefici di cui al Reg. (UE) n. 1308/2013 esclusivamente coloro che siano iscritti all'Anagrafe regionale delle aziende agricole, di cui al Regolamento regionale 15 settembre 2003, n. 17.

 

Iniziative ammissibili e contributi

Le azioni previste sono le seguenti:

 

Azione A - ASSISTENZA TECNICA E FORMAZIONE PROFESSIONALE DEGLI APICOLTORI

Per l’annualità 2016-2017, l’intervento riguarda le azioni a.2), a.3), a.4) e a.6).

a.2) Costo per seminari, convegni tematici, incontri divulgativi (contributo 80%)

a.3) Costo per materiali di supporto alle azioni di comunicazione: sussidi didattici, abbonamenti, schede ed opuscoli informativi (contributo 80%).

a.4) Costo per personale tecnico (comprensivo di retribuzione, oneri sociali e fiscali, missioni - viaggio, vitto e alloggio) (contributo 80%).

a.6) Costo per attrezzature per la conduzione degli apiari (contributo 40%).

 

AZIONE B - LOTTA ALLA VARROASI

Per l’annualità 2016-2017, l’intervento è limitato alle sottoazioni b.3) e b.4).

b.3) Acquisto di arnie antivarroa con fondo a rete (contributo 50%)

b.4) Sterilizzazione delle arnie ed attrezzature apistiche (contributo 50%)

 

AZIONE C - RAZIONALIZZAZIONE DELLA TRANSUMANZA

Per l’annualità 2016-2017, l’intervento è limitato alle sottoazioni c.1) e c.2).

c.1) Mappatura aree nettarifere e georeferenziazione degli apiari (contributo 100%);

c.2) Acquisto di arnie da nomadismo (c.2.1 - contributo 50%), macchine ed attrezzature, materiali vari (c.2.2 - contributo 40%) e autocarro (c.2.3 - contributo 20%) per l’esercizio del nomadismo.

 

AZIONE D - MISURE DI SOSTEGNO AI LABORATORI DI ANALISI DEI PRODOTTI DELL'APICOLTURA AL FINE DI AIUTARE GLI APICOLTORI A COMMERCIALIZZARE E VALORIZZARE I LORO PRODOTTI

Per l’annualità 2016-2017, l’intervento è limitato alla sottoazione d.3) Analisi qualitative dei prodotti dell’apicoltura (contributo 80%).

 

AZIONE E - PROVVEDIMENTI DI SOSTEGNO PER IL RIPOPOLAMENTO DEL PATRIMONIO APICOLO DELL’UNIONE

Per l’annualità 2016-2017 l’intervento è limitato alla sottoazione e.1) Acquisto di sciami di api, nuclei, pacchi d'api, famiglie (e.1 - contributo 50%).

 

AZIONE F - COLLABORAZIONE CON ORGANISMI SPECIALIZZATI PER LA REALIZZAZIONE DI PROGRAMMI DI RICERCA APPLICATA NEI SETTORI DELL'APICOLTURA E DEI PRODOTTI DELL'APICOLTURA

Per l’annualità 2016-2017 si ritiene necessario attivare la sottoazione f2) Ricerche finalizzate alla lotta alle malattie e agli aggressori dell'alveare (contributo 100%).

 

Le spese eleggibili a contributo sono quelle sostenute dal 1° settembre 2016 al 31 luglio 2017. Le spese eventualmente realizzate nel mese di agosto 2016 sono finanziate con le risorse previste dalla precedente programmazione di cui al Reg. (CE) n. 1234/2007.

Non potranno comunque essere ammesse a contributo spese sostenute prima della presentazione della domanda.

 

La presentazione delle domande dovrà avvenire fino all'11 novembre 2016 utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (S.O.P.) dell’Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura (AGREA) per l'Emilia-Romagna, secondo le modalità da essa definite.

Gli apicoltori, imprenditori apistici, apicoltori professionisti singoli e forme associate presentano la domanda di contributo al Servizio Territoriale Agricoltura, Caccia e Pesca - Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca - della Regione Emilia-Romagna, in relazione alla sede legale del richiedente.

Gli Enti e gli Istituti di ricerca, nonché l'Osservatorio Nazionale Miele ed il CREA - API presentano la domanda di contributo al Servizio Organizzazioni di mercato e sinergie di filiera - Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca - della Regione Emilia-Romagna.


Per ulteriori informazioni è possibile contattare Barbara Tondelli al numero 0522546111, email b.tondelli@unioncoop.re.it

 

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