leNOTIZIE

LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE

Le misure che possono interessare in particolare il settore edilizio e dell’abitazione.

Categorie: Lavoro e Servizi

Tags: riforma,   costituzione

Il testo della Legge di riforma costituzionale recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di

funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.

La pubblicazione della Legge Costituzionale in questo caso ha carattere meramente pubblicitario e non determina la sua entrata in vigore in quanto l’art. 138 della Costituzione prevede che le leggi di revisione costituzionale, oltre ad un procedimento più lungo e complesso (due deliberazioni, anziché una, da parte di ciascun ramo del Parlamento ad intervallo non minore di tre mesi), siano sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla pubblicazione, ne facciano domanda 1/5 dei membri di una Camera o 500.000 elettori o 5 Consigli regionali.

La legge costituzionale sarà promulgata dal Presidente della Repubblica ed entrerà in vigore solo in caso di esito positivo del referendum (approvazione da parte della maggioranza dei voti validi).

Come noto, il referendum è già stato chiesto da 1/5 dei membri della Camera dei Deputati e si dovrebbe tenere nel prossimo mese di ottobre.

In merito alle misure che possono interessare in particolare il settore edilizio e dell’abitazione è previsto:

a) l’abolizione delle province (art. 29 che modifica l’art. 114 Cost);

b) l’inclusione del governo del territorio, dell’ambiente e della tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici fra le materie nelle quali può essere riconosciuta, con legge dello Stato, una maggiore autonomia alle Regioni a statuto ordinario, purché la Regione sia in condizione di equilibrio fra le entrate e le uscite di bilancio (art. 30 che modifica l’art. 30 Cost);

c) modifiche nel riparto della potestà legislativa fra Stato e Regioni (art. 31 che sostituisce l’art. 117 Cost).

Vengono attribuite allo Stato in via esclusiva le seguenti materie:

1° ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;

2° norme sul procedimento amministrativo (lett. g);

3° ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni (lett. p);

4° tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (lett. s);

5° ambiente e ecosistema (lettera s);

6° disposizioni generali e comuni sul governo del territorio (lett. u).

Alle Regioni è attribuita potestà legislativa in materia di “pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale” nonché di “disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici” (art. 117, comma 3).

Si prevede infine che su proposta del Governo, la legge dello Stato possa intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica ed  economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.

 

In ALLEGATO il testo di legge

Documenti da scaricare

Il tuo nome
Il tuo indirizzo e-mail
Oggetto
Inserisci il tuo messaggio ...
x