tiSEGNALIAMO

LAVORO TRASPARENTE ED EQUILIBRIO VITA-LAVORO

Recepite dal Consiglio dei Ministri direttive UE e approvati due schemi di decreto

Categorie: Ti segnaliamo

Tags:

Come riportato sul sito del Ministero del Lavoro, il Consiglio dei Ministri n. 84 del 22 giugno 2022 ha approvato due schemi di decreto legislativo che recepiscono altrettante direttive UE:

  • la direttiva 019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio.
  • la direttiva 2019/1152, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea. Il Decreto modificherà in particolare il D.Lgs. 26 maggio 1997, n. 152.

Le finalità della prima direttiva sono essenzialmente quelle di promuovere il miglioramento della conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli dedicati alla vita familiare per tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori e/o di prestatori di assistenza, i cosiddetti caregivers, al fine di conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e di promuovere un'effettiva parità di genere sia in ambito lavorativo che familiare. 

Lo schema di decreto interviene, con modifiche e integrazioni, sia sul testo del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), sia su disposizioni di legge diverse, quali la legge n. 104/1992 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), la legge n. 81/2017 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato), il D.Lgs. n. 81/2015 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni), in un'ottica di armonizzazione e coerenza con il nuovo dettato normativo.

Le novità:

  • a regime il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni fruibile in 2 mesi dal padre lavoratore nell'arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino. Si tratta di un diritto autonomo e distinto spettante al padre lavoratore, accanto al congedo di paternità cosiddetto alternativo, che spetta soltanto nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre;
  • sale a 11 mesi il congedo parentale per il genitore solo nell'ottica di una maggior tutela per i nuclei familiari monoparentali; 
  • fino a 9 mesi congedo parentale con indennità del 30% fermi restando i limiti massimi di congedo fruibili dai genitori;
  • da 6 a 12 anni l’età del minore entro la quale i genitori, anche adottivi e affidatari, possono fruire del congedo parentale, indennizzato nei termini precedentemente descritti;
  • indennità maternità per lavoratrici autonome e libere professioniste anche per gli eventuali periodi di astensione anticipata per gravidanza a rischio;
  • i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l'esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti a dare priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità. La stessa priorità è riconosciuta da parte del datore di lavoro alle richieste dei lavoratori che siano caregiver;
  • sanzioni per i datori di lavoro che ostacolano la fruizione dei congedi di paternità obbligatoria;
  • impossibilità di ottenere la certificazione della parità di genere da parte dei datori di lavoro che ostacolano i diritti e le agevolazioni in favore della genitorialità.

Per quanto concerne invece la direttiva (UE) 2019/1152, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea, lo schema di decreto interviene, con modifiche e integrazioni, sia sul testo del D.Lgs. 26 maggio 1997 n. 152 recante "Attuazione della direttiva 91/533/CEE concernente l'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro", sia su altre disposizioni di legge, in un'ottica di armonizzazione e coerenza con il nuovo dettato normativo. 

I profili di novità riguardano in particolare: 

  • nuove tutele minime per garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti non standard (e, cioè, rapporti di collaborazioni continuative organizzate dal committente anche tramite piattaforme, contratto di prestazione occasionale, contratto di collaborazione coordinata e continuativa, etc.), beneficino di maggiore prevedibilità e chiarezza in materia di trasparenza delle informazioni sul rapporto di lavoro e sulle condizioni di lavoro;
  • ampliamento del campo di applicazione soggettivo della disciplina in materia di obblighi informativi gravanti sul datore di lavoro che viene esteso anche ai lavoratori impiegati con tipologie contrattuali non standard.  
Tag:

Il tuo nome
Il tuo indirizzo e-mail
Oggetto
Inserisci il tuo messaggio ...
x